Viterbo – Covid-19, carcere di Mammagialla, tutto a posto. Colloqui con i familiari interrotti, ma tutto a posto. Nei giorni scorsi, mentre infuriava la protesta nelle case circondariali di tutta Italia, nell’istituto penitenziario di Viterbo c’è stata solo qualche piccola protesta. “Solo qualche fazzoletto bruciato”, ha detto il segretario regionale Lazio Uspp, sindacato della polizia penitenziaria, Daniele Nicastrini.
La rivolta s’è temuta anche nella città dei Papi. Ma alla fine non c’è stata. Anzi, pare che chi dirige adesso Mammagialla, direttamente da Roma, si sia complimentato per il comportamento tenuto dai detenuti e il lavoro svolto dalla polizia penitenziaria.

Viterbo – Una protesta della polizia penitenziaria
“Stiamo gestendo bene tutta la situazione – ha detto Nicastrini raggiunto telefonicamente -. A Mammagialla c’è una situazione di calma e di serenità. Stiamo cercando di mettere in campo tutti gli strumenti necessari per andare incontro a tutti. In questi giorni c’è stata qualche piccola protesta serale. Qualche fazzoletto bruciato. Poi le persone si sono calmate. Stiamo cercando di ragionare. Stiamo cercando di trovare le soluzioni. La situazione è quella che è. Quella che tutti che conosciamo. Stiamo, ad esempio, cercando di attivare i servizi Skype e di aumentare le telefonate”.

Viterbo – Una protesta del sindacati di polizia penitenziaria Uspp e FpCgil
I colloqui con i familiari, come da decreto del governo Conte, sono stati interrotti. Ma sarebbero state aumentate le telefonate. Ogni detenuto avrebbe infatti diritto a dieci minuti di telefonata a settimana. Quest’ultimi sarebbero stati trasformati in dieci minuti al giorno. Nel frattempo si starebbero attivando anche i servizi Skype per permettere ai detenuti di dialogare con i propri familiari.

Viterbo – Una conferenza stampa della polizia penitenziaria
“Per quanto riguarda le mascherine – spiega Nicastrini – stiamo aspettando la distribuzione. Ma le daremo a tutti. I detenuti vengono ascoltati tutte le mattine. Abbiamo allontanato qualche facinoroso. Stiamo lavorando bene. Il personale ha risposto alla grande, con tante ore di lavoro”.
La chiusura in cella dei detenuti avviene alle 19, un’ora dopo rispetto al previsto. “Abbiamo allargato le maglie – dichiara Nicastrini – proprio per venire incontro alla situazione e ai detenuti”.

Viterbo – Il carcere di Mammagialla
A Mammagialla ci sono 581 detenuti per una capienza complessiva di 431 posti. Questo, secondo i dati pubblicati on line dal ministero della giustizia. Ogni poliziotto ha in gestione una cinquantina di detenuti. Un tempo a Viterbo c’era anche l’alta sicurezza. adesso ci sono soltanto i comuni e il 41-bis, vale a dire, in quest’ultimo caso, chi sta in carcere per reati di mafia.

Viterbo – Una manifestazione della polizia penitenziaria di Mammagialla
“Al di là che si dica male ad esempio della Polizia Penitenziaria di Viterbo mediaticamente- riporta un comunicato stampa dell’Uspp – che ha portato ad una manifestazione unitaria nelle vie cittadine il 14 febbraio scorso, possiamo dire che invece quei stessi agenti definiti torturatori stanno dando ennesima grandissima prova da subito a partire dal 20 febbraio di aver lavorato esclusivamente per rispettare i protocolli sanitari che sono pervenuti per l’emergenza Covid-19, anche grazie ad una direzione proprio entrata in attività in quei giorni e una linea di comando che ha saputo fronteggiare anche con il grande impegno di tutti gli operatori penitenziari. Un’emergenza che ha provocato pretestuosamente problemi in tutta Italia e la quale ad oggi ancora paghiamo un doloroso prezzo”.
Daniele Camilli