Viterbo – Il Coronavirus ha contagiato trentuno persone nella Tuscia, tra cui la donna di Bolsena morta dopo essere risultata positiva. Solo ieri sono stati registrati otto casi in più rispetto a sabato. “Un’impennata preoccupante – la definisce il sindaco di Viterbo Giovanni Arena -. Soprattutto se confrontata con la lenta progressione dei giorni scorsi”. Dei trentuno positivi, due sono ricoverati in rianimazione. “Le loro condizioni cliniche – fa sapere la Asl – sono stabili”. Mentre degli otto nuovi casi, tra cui un operatore sanitario di Belcolle, sei sono a casa e due a malattie infettive di Belcolle. Di uno non è ancora stato ricostruito il link epidemiologico.
Sindaco, trentuno casi nella Tuscia. Otto solo ieri. È preoccupato?
“Lo sono, anche perché ieri c’è stata un’impennata dei contagi rispetto alla lenta progressione dei giorni scorsi. Un’impennata che durante questa settimana va tenuta sotto controllo, sennò ci sarà un raddoppio dei casi ogni cinque giorni. Ma la situazione, rispetto ad altre città italiane, non è drammatica. Le restrizioni, forse tardive per alcune zone del Paese, nel Lazio, nella Tuscia e a Viterbo sono state imposte al momento giusto, quando il contagio non era ancora diffuso. Per questo sono anche moderatamente ottimista”.
Eppure il picco non sarebbe ancora arrivato. Nel Viterbese quando è previsto?
“Alla fine della settimana, durante la quale è stimato un incremento giornaliero dei casi del 20% circa rispetto al giorno precedente. Ma è una previsione, che può essere smentita solo se tutti noi diminuiamo i contatti con le altre persone. Meno contatti, meno contagi. Dipende tutto da noi. Non siamo superficiali ma responsabili”.
I viterbesi stanno rispettando le restrizioni?
“Tendenzialmente sì. Ma nelle zone della città con maggior spazio, soprattuto nei quartieri periferici, c’è ancora chi passeggia senza alcuna necessità e in compagnia. Così si finiscono per creare anche gruppi di persone. Per questo, tramite degli altoparlanti, sto diffondendo un messaggio con cui invito i cittadini a rispettare le prescrizioni che ci sono state imposte”.
Quando ne usciremo secondo lei?
“Non prima di Pasqua. Finché non ci sarà un vero segnale di decrescita, è meglio continuare a stringere i denti che far peggiorare la situazione. Poi, iniziata la fase calante, con le dovute precauzioni potremmo tornare ad avere un po’ di serenità”.
Quanti ceppi ci sono a Viterbo?
“Al momento due: il docente d’agraria e la studentessa universitaria. Ma, al contrario del primo caso, dalla ragazza il virus non è proseguito. I circa novanta giovani della casa dello studente domani dovrebbero uscire dalla quarantena. Tutti i tamponi fatti sono risultati negativi e la situazione dovrebbe tornare alla normalità”.
Fino ad ora nella Tuscia sono stati fatti 188 tamponi. Quante persone, invece, sono ancora in isolamento?
“Poco più di duecento. Duecentoventi, duecentotrenta. Sempre in tutta la provincia”.
Com’è la situazione per gli uffici comunali?
“Tranquilla. Il personale impiegato in servizi non essenziali è in ferie e, dove possibile, stiamo sfruttando al massimo lo smart working. Sabato abbiamo igienizzato tutti i locali per la sicurezza sanitaria dei dipendenti. Attualmente, non risultano casi di positività. Ma ho raccomandato tutti a restare a casa al primo sintomo influenzale”.
Raffaele Strocchia

