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“Covid-19, se non si convocano i consigli comunali non crolla il mondo…”

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Francesco Battistoni

Francesco Battistoni

Viterbo – “Quando c’è di mezzo la salute pubblica la restrizione delle libertà è sempre difficile da identificare”. Inoltre, “se in questa fase non si convocano i consigli comunali di certo non crolla il mondo”. Francesco Battistoni è senatore della Repubblica (Forza Italia) e il Covid-19 un virus che, oltre a diffondersi in buona parte della penisola, sembra pian piano scuotere anche le libertà individuali e i diritti democratici del Paese. “Se ci fanno il tampone – la butta là Battistoni – il 50% delle persone è positivo”.

Senatore Francesco Battistoni, allarme, panico ed emergenza finora sembrano essere le sole lucide costanti di tutta la vicenda Coronavirus. Che ne pensa?
“La cosa migliore è fare una vita normale e prendere con attenzione tutte le disposizioni del decreto e del decalogo dell’Istituto superiore di sanità. Con queste accortezze, la vita normale si può svolgere. Bisogna stare attenti, non farsi prendere dal panico e pensare che il virus può colpire tutti e a qualsiasi età. Ha colpito anche il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Il virus ti può prendere o non ti può prendere. Ma non possiamo neanche vivere murati in casa prima degli eventi. Questo lo capisco. Io stesso, questa settimana, ho fatto una vita normale. Sono andato in commissione, alla conferenza stampa del centro destra, sono andato in Senato. Poi mi lavo spesso le mani, le disinfetto. Poi all’ingresso del senato ti misurano la febbre con uno scanner. Pure noi siamo a rischio. Vai in giro, stringi mani, stai dappertutto”. 

Gli eventi politici sono stati di fatto tutti annullati. Assemblee, eventi culturali, tutto annullato. Insomma, partecipazione politica, sociale e culturale annullate…
“Anche noi di Forza Italia abbiamo dovuto annullare tutto. Dovevamo fare gli stati generali a Napoli e li abbiamo annullati. L’assemblea regionale nelle Marche l’ho dovuta posticipare. E dovrò annullare anche gli stati generali dell’agricoltura di Forza Italia previsti per il 27 marzo al tempio di Adriano a Roma. Lunedì manderò la comunicazione. Adesso è diventato tutto più complesso e difficile. Già se fai una riunione con più di dieci persone sei a rischio. E non sai nemmeno se la puoi fare. Se segui il decreto del governo probabilmente no”. 

Non lo ritiene quindi un decreto un po’ troppo restrittivo sul piano delle libertà individuali e dei diritti democratici?
“Sono del parere che prevenire è meglio che curare. Voglio essere obiettivo e realista. C’è una diffusione molto aggressiva rispetto alle altre influenze. Seguiamo le linee guida degli scienziati e dei medici che sicuramente capiscono più di me. Poi nei limiti del possibile cerchiamo di svolgere una vita normale. Evitando i paradossi, come ad esempio salutarsi con il gomito”. 

Quindi una restrizione di libertà e diritti il decreto del governo in qualche modo l’avrebbe imposta…
“Quando c’è di mezzo la salute pubblica la restrizione delle libertà è sempre difficile da identificare. Anche perché soltanto col senno di poi potremmo dirlo oppure no. Se le cose vanno bene, allora bene così. Se invece il virus non si dovesse arginare nonostante la misure prese, allora vorrà dire che la restrizione è stata eccessiva. Soltanto il risultato potrà dirci se è stato fatto bene oppure no”.

A Viterbo la capigruppo a Palazzo dei Priori ha deciso di fatto di non convocare più il consiglio comunale quanto meno finché non si trovano locali idonei a garantire le distanze previste dal decreto del governo. Lei che ne pensa?
“Noi il senato non lo abbiamo chiuso. I lavori vanno avanti. Chiudere le istituzioni è brutto. E’ come dare la sensazione di essersi arresi. Questo però vale per le istituzioni nazionali. Se invece sospendi i consigli comunali per un mese non accade nulla. Se poi devi prendere un atto urgente lo puoi sempre convocare. Se in questa fase non si convocano i consigli comunali di certo non crolla il mondo”. 

Tutta questa situazione avrà anche conseguenze che rischiano di spazzare via interi settori economici. Soprattutto all’interno di realtà urbane come quella di Viterbo…
“Certo. E questa è la preoccupazione maggiore. Le conseguenze economiche. E il riflesso di tutto questo lo vedremo a settembre, ottobre. Le prenotazioni sono crollate, svanite. Ieri girando per il centro, a piazza del Pantheon che è piena di turisti non c’era quasi nessuno. Segnali che si ripercuoteranno sulla nostra economia nei prossimi mesi. Nell’immediato bisogna cominciare a pensare a queste situazioni. Non puoi bloccare le scuole e le università. Non puoi bloccare tutto un sistema di studio. Vanno messe in campo una serie di misure che possano riavvicinare alla normalità. Ma sono tutte cose da attuare. L’albergatore che non ha prenotazioni, che fa? Licenzia? Ripristiniamo allora i voucher”.

Alla fine il virus verrà sconfitto solo trovando il vaccino che, se va bene, arriverà tra un anno. Questo significa che i decreti del governo verranno prorogati finché non si trova un vaccino al Covid-19?
“Credo che sia un decreto d’emergenza. per fare il punto nel giro di un paio di mesi. Se restasse in vigore prima che trovano il vaccino allora non fai più nulla. Ad esempio, domani (oggi, ndr) fanno le suppletive in Umbria nel collegio dove la Tesei è stata eletta senatrice per poi diventare presidente della Regione. Lì ci stanno scrutatori, presidenti di seggio, elettori. Non è poi un decreto così restrittivo come sembra…”.

Daniele Camilli


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