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Il Covid-19 fa paura – 44 contagiati, due morti e tre pazienti in rianimazione

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Il test del Coronavirus

Il test del Coronavirus

Viterbo – Il Coronavirus fa paura. Spaventa tutti. Terrorizza chi è stato contagiato. Angoscia medici e infermieri, che però non possono smettere di combattere contro questo nemico che in Italia ha già fatto più di 2mila 500 morti. “Ogni volta che un paziente arriva in ospedale, c’è grandissima preoccupazione – ha raccontato la direttrice generale della Asl Daniela Donetti -. Ma la preoccupazione è anche per la crescita dei contagi”. Nella Tuscia il picco, come ha detto il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, è previsto per la fine della settimana. “Nei prossimi giorni – ha spiegato Donetti – vedremo l’effetto dell’atteggiamento poco attento avuto nei giorni scorsi”. Per questo dobbiamo restare tutti a casa. È la distanza la vera arma contro il Covid-19.

Nella Tuscia le persone morte dopo essere risultate positive al virus sono due. Due donne, di settantanove e settantotto anni. Una di Bolsena, Anna Maria Biancalana. E una di Viterbo, deceduta lunedì sera allo Spallanzani di Roma. Quarantaquattro i contagiati. Sette solo ieri. Cinque sono medici e infermieri. Un medico di famiglia. La maggior parte dei positivi, trentuno, sta trascorrendo la convalescenza a casa. Undici sono invece ricoverati a Belcolle. Due all’istituto per le malattie infettive della Capitale. Degli undici all’ospedale di Viterbo, tre sono in terapia intensiva. L’ultimo è stato trasferito dal reparto di malattie infettive due giorni fa: era tra i sei casi resi noti lunedì. Dei tre in rianimazione, due hanno bisogno delle macchine per respirare: un 70enne di Montefiascone e l’allenatore viterbese di una squadra di basket di Montalto di Castro.

Dei quarantaquattro che hanno contratto il Covid-19, ventinove sono risiedenti o domiciliati nel capoluogo. Quindici in provincia. Tra cui quattro a Bolsena, tre a Tuscania, due a Montefiascone e altrettanti a Oriolo Romano, uno a Capodimonte. Centosessantacinque persone sono uscite dalla quarantena, ma nessuno dei contagiati può ancora dirsi guarito. E il virus fa paura anche ai sindaci. È preoccupato il sindaco di Viterbo. È spaventato quello di Bolsena. “Come è arrivato in paese?”, si chiede Paolo Dottarelli. È angosciato il primo cittadino di Tuscania. “La situazione – non nasconde Fabio Bartolacci – è sfuggita un po’ di mano. Il Coronavirus ha preso una brutta piega a Tuscania”.

Nell’antica città etrusca i casi accertati sono al momento tre. “Ci preoccupano molto – dice il sindaco Bartolacci -, ma ci preoccupa ancor di più la serie di accertamenti che si stanno facendo su altre persone. Non c’è ancora nessun nuovo caso, ma casi che dovranno essere accertati. Siamo preoccupati perché la situazione è sfuggita un po’ di mano e va ripresa. Chi ha avuto contatti con le persone a cui è stato riscontrato il Coronavirus, rimanga casa e non si muova. Autotuteli se stesso e gli altri. Facciano autoquarantena, necessaria a evitare che ci siano nuovi contagi. Solo così riusciremo a contenere questo nemico chiamato Coronavirus, che a Tuscania ha ormai preso una brutta piega”.

Raffaele Strocchia


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