Viterbo – Coronavirus, sembra di stare nel “giardino incantato” della canzone il “Blasfemo” di Fabrizio De Andrè. “A sognare e a ignorare – scrive il cantautore – che al mondo c’e’ il bene e c’è il male”.
Casa dello studente di via Cardarelli a Viterbo, secondo giorno di isolamento domiciliare e volontario. Con ragazzi e ragazze che non avrebbero ancora mascherine e guanti a disposizione.
“Secondo me – racconta una ragazza chiusa a via Cardarelli – stare qua dentro senza mascherine è una grandissima cazzata. Perché è inutile che si dice ‘tanto ormai ce l’abbiamo tutti’. Perché no, non è così”.
Viterbo – Casa dello studente via Cardarelli
L’altro ieri la decisione, affissa sulla porta d’ingresso della casa. Una mail firmata dal medico dell’unità di crisi. “In base al Dpcm del 1° marzo 2020 e ulteriore aggiornamento del 2 marzo 2020 – sta scritto nel provvedimento – contattata la referente unica regionale per l’unità di crisi, dott.ssa Silvia Aquilani, visto il caso positivo della studentessa… saranno considerati contatti stretti tutti i residenti della casa dello studente in via Cardarelli e come tali posti in isolamento domiciliare e volontario. Seguiranno ulteriori disposizioni”.
Questo dopo che una studentessa, che sarebbe titolare di una delle stanze alla casa dello studente, è risultata positiva al virus. “La cosa che posso dire – prosegue la ragazza di via Cardarelli – è che le persone dell’Adisu che lavorano all’interno della casa stanno facendo di tutto per aiutarci, comprando anche acqua, prodotti per l’igiene personale, libri. La Asl ci ha invece messo a disposizione un medico on line che possiamo contattare quando vogliamo”.
Viterbo – Casa dello studente via Cardarelli
L’Adisu si occupa anche di pranzo e cena, portando il tutto dalla mensa di piazza San Sisto. Primo, secondo, contorno, pane imbustato, frutta e una bottiglietta d’acqua.
Per il resto gli studenti passano il proprio tempo prevalentemente insieme. Fuori dalla propria stanza dove, all’inizio, si sarebbe pensato di farli rimanere. “Tutti stanno tranquillamente insieme – racconta la studentessa di via Cardarelli -. All’inizio c’era stato detto che saremmo dovuti stare ciascuno nella propria camera per 15 giorni. Ma non è successo. Ed è normale che sia andata così, a meno che uno non vuole mettere un carabiniere dietro ogni porta. Altrimenti, chi ci riesce a stare in camera 24 ore su 24?”. Infine il tempo libero. “Questa mattina (ieri ndr) siamo scesi a giocare un po’ in giardino. Avevamo pensato anche ai giochi da tavolo, ma l’idea è stata abbandonata perché non possiamo stare nello stesso ambiente per più di un’ora. Abbiamo a disposizione anche la palestra, ma non sappiamo bene chi la pulisce, perché chi lo faceva non viene più. A noi hanno dato i prodotti per pulire le nostre stanze. Ma non credo che qualcuno li utilizzerà per fare la stessa cosa in palestra”.
Viterbo – Casa dello studente via Cardarelli
Fuori dalla casa dello studente la sensazione che si respira per strada è invece di smarrimento. Sempre sul fronte studenti, i fuori sede starebbero tornando quasi tutti a casa proprio in queste ore. Diversi studenti si sarebbero invece messi in isolamento volontario per paura di aver contratto il virus a lezione oppure durante l’ultima sessione d’esami, facendo scorta di prodotti.
Viterbo – La fila in farmacia
In giro la gente è molto meno del solito e i cali di fatturato stanno ormai coinvolgendo tutte le attività commerciali della città, a cominciare da quelle che ruotano attorno alle sedi universitarie. Mancano i turisti che per bar e locali erano un toccasana, e anche i clienti fissi hanno iniziato progressivamente, almeno in questi giorni, a dileguarsi. Così come, progressivamente, i decreti approvati dal governo stanno entrando nella vita quotidiana delle persone. In una farmacia, ieri mattina, la regola di stare a distanza gli uni dagli altri era rispettata alla lettera. E, scherzando e ridendo, la gente sta pian piano smettendo di abbracciarsi e darsi la mano.
Daniele Camilli



