Viterbo – “Faremo di tutto per far ripartire le imprese”. Parola di Domenico Merlani, presidente della Camera di commercio di Viterbo che prova a guardare alle prossime settimane con ottimismo. Quando l’emergenza Coronavirus sarà soltanto un brutto ricordo.
“Adesso la situazione è pesante – dice Merlani -. E’ pesante al di là di tutte le nostre aspettative. Questo, del resto, è un evento unico. Nessuno di noi si ricorda di aver vissuto una cosa del genere. Quindi intanto bisogna preoccuparci e occuparci dell’aspetto umano e sanitario. Poi si penserà all’economia”.
Ma quanto costerà il blocco quasi totale delle attività e del commercio? “Sicuramente ci saranno grossi problemi per le famiglie e per le imprese – continua Merlani -. La chiusura causa una serie di reazioni a catena che coinvolgono intere fasce di persone. Quando verrà il momento daremo il massimo per far ripartire tutto”.
Per il presidente della Camera di commercio il governo dovrà metterci del suo, ma anche le imprese stesse si metteranno a disposizione.
“Sono convinto che i danni saranno risolvibili – spiega -. Se le istituzioni faranno la loro parte attivando una moratoria generale nei confronti delle aziende anche queste ultime saranno disposte a mettersi in gioco come servirà. Il governo metterà in campo le sue armi, le imprese le loro. E ce la faremo”.
Ora però non è ancora tempo di discutere del dopo. Ora è imprescindibile pensare all’oggi. “Adesso è doveroso che tutti siamo allineati e rispettosi delle regole che ci vengono per forza di cose imposte – suggerisce Merlani -. Sto notando con piacere che negli ultimi due o tre giorni tutti hanno preso consapevolezza dei rischi che si corrono e dell’importanza di bloccare il contagio. Anche i più giovani lo hanno capito ed è fondamentale”.
Intanto le imprese, quelle non obbligate a chiudere, continuano a fare quel che possono, rimandando il rimandabile. “Le nostre aziende fanno solo i lavori non procrastinabili – chiarisce Merlani – altrimenti evitano. Perché è giusto così e perché così riescono a salvaguardare anche gli stessi lavoratori, incentivandoli a stare a casa il più possibile. Si opera solo nelle situazioni impellenti e sempre con tutte le accortezze del caso”.
Francesca Buzzi
