Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Al fine di favorire la massima partecipazione, si rinnova la comunicazione delle proroghe alle scadenze dei bandi di concorso della Fondazione Carivit per la presentazione di domande di contributo per l’esercizio.
Fondazione Carivit
Bando di concorso con scadenza 20 marzo – prorogata al 22 aprile
Settori “Arte, attività e beni culturali” e “Educazione, istruzione e formazione”
Gli organi della Fondazione delibereranno entro il 22 maggio la scelta delle iniziative da finanziare ed il relativo ammontare di intervento fino alla concorrenza delle risorse disponibili.
Si ricorda che gli stanziamento previsti sono di 100mila euro per iniziative ricadenti nel settore “Arte, attività e beni culturali” e di 50mila euro per iniziative relative al settore “Educazione, istruzione e formazione”.
L’importo massimo assegnabile per ogni singolo intervento è fissato in 8mila euro per il settore “Arte, attività e beni culturali”, 7mila euro per il settore “Educazione, istruzione e formazione”. Ciascun richiedente potrà presentare domanda di contributo per un solo progetto.
Bando di concorso per iniziative di restauro riservato ai comuni e agli enti ecclesiastici della provincia di Viterbo con scadenza 13 marzo – prorogata al 30 marzo
Gli organi della fondazione delibereranno entro il 27 aprile la scelta delle iniziative da finanziare ed il relativo ammontare di intervento fino alla concorrenza delle risorse disponibili.
Lo stanziamento previsto è di 15mila euro per iniziative di restauro e valorizzazione di beni culturali “minori”, tutelati e di proprietà pubblica, costituiti da dipinti, affreschi, disegni, incisioni e sculture collocati all’interno di edifici fruibili e per i quali è garantita l’esposizione al pubblico.
L’importo massimo assegnabile per ogni singolo intervento è fissato in 5mila euro e ciascun richiedente potrà presentare domanda di contributo per l’ intervento su un solo bene.
Per garantire i più alti standard tecnico-scientifici per l’esecuzione degli interventi, è prevista la collaborazione del Dibaf dell’università degli studi della Tuscia che mette a disposizione a tal riguardo le proprie strutture scientifiche e didattico/formative.
