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“In ginocchio le cooperative dei pescatori …”

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Bruna Rossetti

Bruna Rossetti – Presidente Confcooperative Lazio Nord

Marta

Lago di Bolsena – Pescatori in piena emergenza Coronavirus

Viterbo – Emergenza Coronavirus, in ginocchio le cooperative di pescatori del lago di Bolsena. Non si pesca e anche se si pescasse non ci sarebbe a chi vendere, data la serrata forzata dei ristoranti che sono la più grossa fetta del mercato.

Un’idea alternativa per riciclare uomini e barche e fare un piacere all’ambiente è venuta alla presidente di Confcooperative Lazio Nord, Bruna Rossetti: “Pensavamo che se la Regione ci potesse assistere con un progetto, che peraltro sarebbe anche utile, di pulizia del lago, le loro barche potremmo affittarle per fare la raccolta dei rifiuti e lo stoccaggio presso uno dei paesi del lago”.

“Al presente possiamo pensare al futuro solo stando a casa”, dice la presidente di Confcooperative, commentando la quarantena collettiva che sta investendo tutta l’Italia.  

“A casa possiamo essere utili anche a chi dei nostri sta lavorando, come coloro che ancora non hanno oppure stanno terminando i dispositivi di protezione anticontagio. E anche a cosa si può fare per chi è in seria difficoltà, pensando alternative, come nel caso dei pescatori”, spiega.

E’ vero, presidente Rossetti, che l’emergenza Coronavirus sta mettendo in ginocchio le cooperative di pescatori del lago di Bolsena?
“Calcoliamo che i pescatori non escono più ormai da tanti, tanti giorni. Intanto perché non si può uscire, ma poi anche perché qualora riuscissero a fare un percorso, uscendo uno alla volta, e quindi programmando le uscite, poi col pesce che ci facciamo? Anche perché la ristorazione è chiusa. La cooperativa che abbiamo a Bolsena che fa trasformazione di pesce di lago ha chiuso immediatamente. Peraltro loro mi dicono di essere in difficoltà perché hanno stoccato all’inizio un po’ di prodotto, pensando di poter far fronte, ma ovviamente sono in difficoltà tutti. Le cooperative sono effettivamente in ginocchio”.

Sul fronte dei dispositivi anticontagio com’è la situazione? 
“Porto ad esempio la cooperativa sociale che fa manutenzione del verde. Abbiamo gli operatori sulla strada tutto il giorno, quindi dobbiamo pensare prima di tutto che siano protetti. Ma siamo in difficoltà, perché gli strumenti di protezione che siamo stati in grado di dare loro ormai sono allo stremo. E non possiamo pensare di lavare le mascherine con l’acqua. Abbiamo una situazione molto particolare, perché l’associazione aggrega tutto il settore del sociale, il più esposto”.

Tute, mascherine, guanti usa e getta. Ci sono categorie in emergenza?
“Soprattutto ci preoccupa il sociale, ma anche l’agricoltura. Il problema della mancanza dei dispositivi di sicurezza è un problema importante. Fortunatamente Confcooperative è riuscita a fare una ‘centrale di acquisti collettiva’ e auspichiamo che entro uno-due giorni gli ordinativi che sono stati fatti possano essere soddisfatti, soprattutto per coprire gli assistenti domiciliari, le assistenti sociali, le cooperative agricole che hanno ancora le loro lavorazioni aperte”.

Ci spiega cosa vuol dire, in pratica, che avete fatto una centrale di acquisti collettiva?
“Ognuno di noi ha fatto degli ordini scaglionati. Ebbene l’intenzione è mutuare fra tutte le cooperative i primi quantitativi che arrivano, sempre con il permesso e magari il supporto della protezione civile o delle nostre cooperative della logistica. Questo momento ci sta rendendo tutti un pochino più consapevoli che di fronte alle difficoltà la cooperazione veramente è lo strumento migliore. E in questo devo dire che c’è stata disponibilità da parte di tutti i dirigenti della varie cooperative”.

Confcooperative Lazio Nord raggruppa cooperative della Tuscia e della Sabina. Quante sono complessivamente? In questa fase di limitazioni agli spostamenti, ci sono difficoltà a coordinarvi su entrambi i territori?
“Siamo circa 130-140 cooperative tra Viterbo e Rieti. Purtroppo l’aggregazione dei due territori in questo momento ci permette di essere poco presenti sul territorio di Rieti perché, volendo per esempio mutuare i dispositivi che arriveranno anche sul territorio di Rieti, la vedo come una situazione più difficile, dovendo fare uno spostamento più lungo. Fermo restando che se la situazione lì fosse difficile per qualcuno dei nostri, l’intenzione è quella di chiedere aiuto alla protezione civile oppure alle forze dell’ordine. Ci metteremo in contatto non appena avremo i dispositivi per poter cercare di coprire anche loro”.

Cosa prevede la presidente Bruna Rossetti per il dopo Coronavirus?
“E’ una situazione difficilissima. C’è un blocco di fatturato importante. Ci sarà una ripresa, che auspichiamo ci sarà, ma che sarà dolorosissima, perché è chiaro che i fatturati sono totalmente bloccati. Abbiamo tanti settori che già generalmente erano le Cenerentole della situazione. In definitiva la cooperazione è un po’ la Cenerentola dell’impresa, perché si muove più sul fattore umano che non sul guadagno. E quindi in questo momento noi la fragilità la sentiamo tutta”. 

Silvana Cortignani


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