Viterbo – La cosa è serie non è da sottovalutare, se si pensa che i tranvieri siano degli eroi è falso, siamo persone semplici, padri di famiglia, che con gran senso del dovere, non ci tiriamo indietro davanti alle situazioni di emergenza, come il Coronavirus. Eroi no non lo siamo, eroi lo si diventa, solo dopo morti, qua martiri non ne vogliamo.
Siamo in prima linea tutti i giorni, mettiamo a rischio la nostra incolumità, oltre ad essere un diritto del lavoratore richiedere tutela della propria salute, è un dovere delle aziende, intervenire con semplici dotazioni sanitarie e non solo. Noi siamo numeri e matricole, ma quello che da più fastidio, è vedere come siamo considerati, con indifferenza e superficialità, e con mancanza di rispetto per quella attività lavorativa che tutti i giorni svolgiamo.
L’attivazione delle procedure sanitarie arriva in ritardo, soprattutto non si ascolta la voce dei lavoratori nelle loro più che legittime richieste, neanche i sindacati firmatari di contratto, che ci dovrebbero rappresentare e tutelare, danno voce alle rimostranze dei lavoratori.
Scandaloso, vergognoso, quando il vero nemico del lavoratore è chi lo dovrebbe rappresentare non chi alza i toni per farsi ascoltare.
Fieri di far parte di questa grande famiglia, che tutti giorni mette in movimento milioni di persone, non lo siamo altrettanto nel vedere chi ci rappresenta non lottare al fianco dei lavoratori.
Un gruppo di autoferrotranvieri di Viterbo
