![]() Ludovica Cozza Caposavi |
Viterbo – “Laurearsi in via telematica è stata un po’ una delusione, l’importante però è aver raggiunto il traguardo”. Ludovica Cozza Caposavi è una delle prime viterbesi a laurearsi a distanza in videoconferenza per via dell’emergenza coronavirus. Un titolo festeggiato non in un’aula universitaria, ma nel salotto di casa.
Il suo racconto è la testimonianza di come il nostro stile di vita sia cambiato da un mese a questa parte, ma è anche la dimostrazione di come la vita non si sia fermata. Si tratta di una necessità, ricordiamo, e non di una scelta. Ad aiutare la tecnologia, con la commissione dall’altra parte dello schermo del computer.
Ora Ludovica ha comunque raggiunto un traguardo importante. In tasca una laurea in storia dell’arte, incentrata sull’artista femminista americana Stephanie Oursler che ha vissuto a Roma negli anni 70. Un titolo, conseguito all’università di Roma Tre, frutto di studio ma anche di esperienza dal momento che Ludovica da un anno e mezzo lavora a Roma in una galleria d’arte contemporanea.
Come è stato laurearsi in via telematica?
“Non facile, sia da un punto di vista logistico che emotivo. La decisione di laurearmi l’avevo presa a gennaio quando l’emergenza coronavirus sembrava non poterci riguardare così tanto da vicino. La discussione poi qualche giorno fa, il 18 marzo, con tutte le precauzioni del caso. L’università ci ha fatto collegare tutti su una piattaforma e abbiamo discusso uno ad uno. La prima seduta alle 8,50 e la proclamazione tutti insieme alle 13,30. Quattro ore davanti al pc, forse un po’ troppo. Sarebbe probabilmente stato meglio farci discutere e poi proclamarci uno alla volta. Anche perché non eravamo in pochi: 17 laureandi, 3 docenti e 2 persone della segreteria. Forse avrebbero dovuto dividerci in più giorni. Ormai comunque è andata, l’importante è aver raggiunto il traguardo”.
Ma i professori vi avevano preparato all’eventualità di una laurea online e a tutti i suoi possibili imprevisti?
“Avevamo fatto una prova il giorno prima, ma poi chiaramente c’è l’imprevisto. Io per esempio ho avuto delle difficoltà perché non si apriva powerpoint, ma altri ragazzi hanno avuto problemi con il microfono, con la connessione o con la sovrapposizione delle voci. Diciamo che dal vivo tutto si sarebbe potuto risolvere con una risata, via online è stato molto più complicato. La difficoltà anche per la mancanza di un rapporto umano. Io poi non avevo neanche la commissione davanti: due docenti erano collegati da casa e un terzo era in università con il tecnico. Inoltre, essendo una commissione ridotta, non tutti i laureandi avevano il relatore e correlatore. Magari non avevi né l’uno né l’altro. E non abbiamo avuto nessun tipo di agevolazione, nonostante la straordinarietà del caso. Diciamo che la mia discussione è durata 10 minuti e che in qualche momento mi sono sentita un po’ destabilizzata”.
A incidere magari anche la mancanza dei famigliari?
“Sì, sicuramente è stata una situazione strana. La laurea è comunque un giorno importante e magari vorresti avere accanto a te i tuoi parenti. La mia famiglia c’era, in salotto. Erano davanti al pc e mi hanno fatto anche un piccolo video. Però non sono potuti esserci tutti e anche per loro è stata un po’ una delusione. La cosa positiva è che comunque mi sono laureata e che insomma sia stata data la possibilità di sostenere la discussione, anche perché la vita va comunque avanti. Chiaramente, avendo io preso già una triennale, posso dire che a suo tempo è stata tutta un’altra cosa. Anche più semplice direi”.
Come hai festeggiato dopo la proclamazione?
“Ovviamente ho festeggiato con i miei famigliari più stretti che erano in casa con me. Io ho avuto la fortuna di fare la discussione a casa, qui a Viterbo. Tanti altri miei compagni non hanno avuto la stessa possibilità perché hanno discusso nella casa in affitto a Roma e i parenti erano lontani per poterli raggiungere. Comunque spero di festeggiare a fine aprile o maggio, quando l’emergenza sarà finita”.
L’università ha già deciso se organizzerà una cerimonia?
“Forse ci sarà una cerimonia più avanti, ma è tutto ancora da decidere”.
