Viterbo – “Il mondo agricolo non si ferma, lavora per tutti voi, per farvi trovare pieni e riforniti i negozi di alimentari e i supermercati. E lo fa in totale sicurezza, rispettando alla lettera le disposizioni del governo”. Remo Parenti, presidente di Confagricoltura, fa il punto della situazione che si è venuta a creare per via dell’emergenza Coronavirus.
“Una situazione certo difficile, ma che affrontiamo con pazienza e determinazione” dice Parenti.
Come stanno lavorando in questo periodo le aziende agricole?
“Noi siamo un settore che il governo considera strategico e indispensabile e quindi, ovviamente, ci consente di lavorare e di produrre. Stiamo lavorando per tutti voi, per farvi trovare riforniti i supermercati e gli alimentari. Si lavora però in modo per alcuni aspetti nuovo, con una serie di accorgimenti e dispositivi di sicurezza che al momento sono necessari, in piena ottemperanza a quando disposto nei Dpcm”.
Non tutte le aziende agricole però sono del tutto a regime, giusto?
“Per forza di cose c’è chi si è visto ridurre drasticamente il lavoro. Penso ad esempio agli allevatori o a chi ha dei caseifici: da quelli del Nord che producono gorgonzola e grana padano, fino alla centrale del latte di Roma e a quelli ancora più vicini a noi, delle nostre zone. Per quanto riguarda il latte, in particolare, c’erano state anche delle richieste di ridurre la produzione, soprattutto al sud. Ma è impensabile. Come dovremmo fare? Macelliamo gli animali senza motivo? Per ora l’intervento del nostro presidente nazionale con la ministra Bellanova è riuscito a scongiurare questa eventualità”.
Nella nostra provincia c’è qualche situazione critica in particolare?
“In Maremma stiamo riscontrando non pochi problemi per le aziende agricole che producono ortaggi. In particolare carciofi e asparagi in questo periodo, avendo ormai come unico acquirente la grande distribuzione, si trova a fare i conti con un abbassamento vertiginoso dei prezzi, anche del 40% rispetto a quello di due settimane fa”.
C’è chi, invece, non lavora per niente o quasi?
“Purtroppo sì, gli allevatori di carne da macello, a meno che non abbiano un bisogno impellente per qualche motivo, sono praticamente quasi fermi. E poi ci sono gli agriturismi. Loro, ad oggi, stanno pagando il prezzo più alto. Fare turismo è vietato per legge, quindi bisogna attenersi ed aspettare”.
Quanto ancora si potrà resistere?
“E’ difficile dirlo. Questa è una sfida che riguarda tutti. Nessuno è escluso e nessuno può tirarsi indietro. Cerchiamo di andare avanti sperando che tutto questo finirà presto. La situazione è difficile, dobbiamo prenderne atto. E’ il momento più complicato per l’Italia dal dopoguerra ad oggi e serviranno una serie di interventi per la ripresa. Accogliamo, intanto, con favore i provvedimenti che la Regione è a un passo dall’approvare in materia di sburocratizzazione sulle Pac. Semplificare le procedure è una degli aiuti validi e concreti per affrontare questo periodo di incertezza”.
Francesca Buzzi
