Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Appello al prefetto di Viterbo – Preso dalla disperazione e dal più profondo sconforto mi sono deciso a rendere nota la triste storia che da tre anni sto vivendo a seguito di un devastante ictus che ha colpito mia moglie.
Premetto che non avendo né figli né fratelli, essendo ambedue figli unici, ho dovuto affrontare da solo un lungo calvario fatto di continua assistenza, prima a casa poi presso la Rsa di Villa Rosa in Viterbo.
Per me, che ho 78 anni, è stato uno stress continuo sia per impegno fisico che emotivo ma lo ho sempre assolto e affrontato con grande amore e abnegazione.
Purtroppo, poiché le disgrazie non vengono mai sole, recentemente mia moglie Albertina è stata colpita da polmonite ab ingestis, per cui è stato necessario il ricovero presso il civico ospedale di Belcolle, dal quale ne è uscita con dimissione protetta e inviata presso la lungodegenza di Villa Immacolata.
Puntualmente, per diversi giorni, così come ho fatto per tre anni a Villa Rosa, mi sono recato presso Villa Immacolata per imboccarla sia a pranzo che a cena essendo lei abituata alla mia presenza ed al mio modo di operare.
Per inciso sono fermamente convinto che, benché l’ictus abbia colpito anche la parte cognitiva, in momenti di lucidità, mi riconoscesse ed accettasse la mia opera.
Poi è arrivato il Coronavirus e a seguito del decreto della presidenza del consiglio mi è stato precluso l’accesso in reparto.
Benché io abbia chiesto più e più volte di poter accedere con le dovute accortezze (mascherina e guanti) e per lo stretto tempo necessario alla fase del pasto, ho avuto sempre un netto e categorico rifiuto.
Il risultato è che mia moglie ha smesso di mangiare e bere ed ho la ferma convinzione che, non vedendomi più, si lasci morire per inedia.
Per quanto sopra detto, chiedo alla signoria vostra, quale rappresentante del governo sul territorio, un intervento di deroga alle succitate disposizioni ministeriali.
Certo della sua comprensione voglia gradire i mie sensi di profonda stima.
Gen. B. Roberto Grifoni
