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“Manca gente con gli attributi per affrontare questa crisi”

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Danila Annesi

Danila Annesi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La presidente dell’associazione “Le mosche bianche” Danila Annesi, nel constatare l’incompetenza e la titubanza del nostri governanti nel gestire la crisi derivata dal Coronavirus, propone loro ad esempio l’operato del nonno, Livio Annesi, sindaco di Vignanello dal 1916, tempi bui per il paese e per l’intera nazione.

Sebbene la maggior parte degli assessori e consiglieri si trovassero al fronte, nonno continuava imperterrito l’attività amministrativa. Nel 1917, il problema più grave per l’amministrazione restava quello degli approvvigionamenti a causa anche della guerra sottomarina da parte della Germania che impediva l’arrivo delle derrate alimentari.

Il 15 febbraio 1917, il sindaco Annesi, per impedire sperequazioni nella distribuzione di generi di prima necessità e l’accaparramento da parte degli speculatori, ordinò che grano e farina importati a Vignanello fossero denunciati al comune e coloro che, nel 1916, avevano denunciato una produzione di più di 10 quintali, ponessero a disposizione quanto eccedente ai propri bisogni.

Poiché alla fine di marzo non erano ancora arrivati i 100 quintali richiesti a chi di competenza il 12 gennaio, il sindaco Annesi scrisse testualmente al consorzio granario:” Questo municipio, che non può saziare la popolazione con vane promesse e con le buone parole, è venuto a trovarsi in una ben critica situazione. Ha garantito a più riprese, a seguito di autorevolissimi impegni, che il governo non avrebbe mancato di mandare il grano ordinato e, a più riprese, ha dovuto sentirsi rinfacciare con modi e parole non sempre corretto il patente mendacio. È quindi tempo di uscire da questo stato di insincerità e di incoerenza, gravido di sinistri eventi… Non si pongano i rappresentanti locali nella angosciosa condizione di essere linciati dalla folla“.

Così, poi, il 31 marzo si rivolse al prefetto:” Si è potuta sedare l’incipiente agitazione della popolazione somministrando con parsimonia la farina pervenuta dai molini Pantanella al comune e ai commercianti locali. La situazione però non cessa di essere delicata e pericolosa, in quanto che stanno per essere esaurite le poche scorte di farina e fra quattro o cinque giorni il paese si troverà senza pane… mentre altri comuni sono stati serviti, ripetutamente serviti; Vignanello seguita a essere trattata come cenerentola della provincia e la popolazione è in fermento”.

Poiché il problema non si risolveva, nonno fu costretto a indossare la fascia da sindaco e, nella sua funzione, bloccò chi trasportava il grano per farlo scaricare a Vignanello. Il prefetto ovviamente lo rimproverò ma a nonno non mancarono le parole appropriate di risposta con le quali manifestò il suo stupore circa il modus operandi del prefetto.

Oggi appaiono evidenti i segnali di una ribellione per fame, ma non abbiamo gli uomini con i dovuti attributi per evitarla.

Danila Annesi
Presidente dell’associazione “Le mosche bianche”


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