![]() Marocco – La famiglia di Marco Pascucci ![]() Marco Pascucci ![]() Marocco – La famiglia di Marco Pascucci ![]() Marocco – Uno dei posti visitati dalla famiglia di Marco Pascucci ![]() Marocco – La famiglia di Marco Pascucci |
Viterbo – “Mortacci della compagnia aerea. Una delusione. Siamo stati abbandonati”. Inizia così la telefonata con Marco Pascucci. Lui e la sua famiglia, compagna e figlia, stanno tornando dal Marocco, dove sono stati in vacanza, e a breve saranno di nuovo in Italia, a Viterbo, dove vivono. Il Coronavirus ha portato anche alla cancellazione di tantissimi voli da parte delle compagnie aeree. Compresa quella con cui Marco Pascucci aveva prenotato il volo di ritorno.
“Eravamo andati a Rabat in Marocco a trovare una coppia di amici – racconta Pascucci -. Da lì avevamo deciso di spostarci qualche giorno vicino ad Agadir, sul mare. Saremmo dovuti tornare sabato (oggi ndr)”.
Poi che è successo?
“E’ successo che diverse compagnie aeree hanno bloccato i voli, tra cui la nostra. Ed è successo che la comunicazione è arrivata martedì scorso. Mi è stato mandato prima un messaggio sul cellulare con cui mi si invitava a guardare l’e-mail perché il mio volo era stato cancellato. Nel messaggio mi si diceva anche di trovare un volo alternativo. Con la stessa compagnia aerea”.
Ed esisteva un volo alternativo?
“No. I voli erano stati tutti chiusi. Non c’erano voli diretti per l’Italia. La cosa scandalosa è un’altra. Tutti i numeri suggeriti dalla compagnia aerea che ho chiamato, praticamente non sono serviti a niente”.
Che vuol dire che non sono serviti a niente?
“Con un numero cadeva sempre la linea. Un altro numero dava sempre occupato. Un altro ancora addirittura inesistente. Ma in una situazione del genere, perché non hanno attivato un numero di emergenza? Così non è una cosa possibile. La compagnia aerea ha anche una chat. Per prendere contatto con un operatore ho dovuto aspettare 94 minuti…poi la linea è caduta. Una delusione. Siamo stati abbandonati”.
E cosa avete fatto?
“Abbiamo cominciato a guardare tutte le compagnie possibili e immaginabili. Abbiamo contattato anche l’ambasciata italiana a Rabat, che c’ha risposto subito. Nel frattempo, però, sono riuscito a trovare un volo per Parigi con una compagnia aerea marocchina. A quel punto abbiamo prenotato il volo. A Parigi ripartiremo da un piccolo aeroporto per arrivare in Italia. Nel frattempo il Marocco pare abbia chiuso i voli provenienti dalla Francia”.
L’ambasciata italiana invece cosa vi ha suggerito?
“La persona che ci ha risposto al telefono ci ha suggerito di avvicinarci il più possibile all’Europa. Perché, anche se il Marocco è uno stato amico e siamo stati tra amici, se continua la diffusione del Coronavirus, un conto è stare in un paese extra europeo, un conto in uno europeo. Cambia il sistema di assicurazioni e soprattutto cambia il sistema sanitario. Ripeto, un conto è stare in Europa, un conto in nord Africa. E in più sei pure straniero”.
Quanto sarebbe dovuta durare la vostra vacanza?
“Fino a sabato (oggi ndr). Tant’è che a un certo punto avevamo pensato di portarla a termine, cercando un volo disponibile l’ultimo giorno previsto. Poi abbiamo deciso di muoverci e rientrare subito perché tutti gli stati stanno chiudendo i voli. Col rischio che anche la Francia lo facesse prima che noi partissimo”.
Quanti italiani si sono trovati nelle vostre condizioni?
“Di preciso non lo so. Diversi però. Dalle parti dove stavamo noi, un centinaio almeno. E non credo che tutti riusciranno a rientrare”.
Che idea si è fatto di quello che sta succedendo in Italia?
“Quello che è stato fatto, vale a dire le misure restrittive, è stato fatto bene. Andava fatto prima e andava fatto come in Cina. Se li ti dicono di stare a casa, stai a casa, altrimenti vai incontro alle conseguenze previste dalla legge. Solo così si possono risolvere i problemi”.
Daniele Camilli




