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![]() Antonio Cuzzoli |
Viterbo – (dan.ca) – “Non vogliamo essere eroi. Vogliamo solo rispondere al nostro dovere di operare. Perché siamo operatori della sanità”. Antonio Cuzzoli è il direttore del dipartimento emergenze dell’ospedale di Cremona. In Lombardia, dove il Coronavirus ha ucciso centinaia di persone. Cuzzoli è di Viterbo e un tempo dirigeva il pronto soccorso di Belcolle.
“Io non sto facendo degli studi – ha commentato Cuzzoli – perché non ho tempo. Perché dormo 4 ore al giorno e il resto lavoro. Però vi porto l’esperienza di quasi un mese”.
La prima specializzazione di Cuzzoli è endocrinologia, successivamente ha preso anche quella in medicina di emergenza. A Cremona è stato intervistato da Stefano Bertolino del Corriere della Sera.
“Una situazione difficile e drammatica – ha detto Cuzzoli al Corriere -. Per il numero di pazienti e per la gravità clinica degli stessi. Io è un mese che sto qua dentro e come me tutti gli altri. Ma non siamo eroi, io sono d’accordo. L’eroe è una personalizzazione e noi non vogliamo essere eroi. Vogliamo solo rispondere al nostro dovere di operare. Perché siamo operatori della sanità”.
Anche l’età media dei pazienti che si stanno ammalando è cambiata. “L’età media è cambiata perché si è abbassata – ha sottolineato Cuzzoli -. Quindi maggior gravità e minore età. Noi vediamo persone sane e giovani ammalarsi in maniera importante”.
Infine le criticità. “Ci sono criticità dentro l’emergenza – spiega Antonio Cuzzoli – perché tutti noi operatori siamo coinvolti e in una percentuale elevata ammalati perché probabilmente la carica epidemica di questo virus è importante nel contagiare. E la tipologia di contagio può anche essere importante per la malattia. Quindi, quando io prendo il virus da un paziente grave probabilmente io mi ammalo in maniera più importante”.
