Capranica – (raff.stro.) – Era risultato positivo al tampone solo lunedì, “dopo qualche linea di febbre – spiega il sindaco di Capranica Pietro Nocchi – riscontrata prima della terapia in ospedale”. Perché Giorgio Formica, ottantatré anni, tre volte a settimana era costretto a recarsi all’Andosilla di Civita Castellana per la dialisi. Dopo aver contratto il Coronavirus, era stato ricoverato nel reparto di malattie infettive di Belcolle.
“La situazione non sembrava grave – racconta Nocchi – e pensavamo che si sarebbe ripreso. Sembrava in buone condizioni di salute e che, se non fosse stato per la dialisi, avrebbe potuto trascorrere la convalescenza a casa. Ma il Covid-19 è una male cattivo e imprevedibile, che può degenerare in poco tempo. E così è stato”. Formica è morto all’alba di giovedì. È la quarta persona deceduta nella Tuscia dopo essere stata contagiata dal virus.
“Era un uomo buono ed eccezionale – lo ricorda il sindaco Nocchi -. A cui tutti volevamo bene. Ma è stato vittima, come tantissimi in tutto il mondo, di questa situazione così drammatica. Per Capranica sono giorni tristissimi, di lutto e di dolore. L’intero paese, che sta soffrendo e piangendo per questa perdita, si sta stringendo alla famiglia e sta dando una grande dimostrazione d’affetto”. Formica lascia la moglie Carla, con cui viveva, i figli Fausto e Gianfranco e i nipoti. “A loro – dice Nocchi – le più sentite condoglianze, a nome mio e di tutta la cittadinanza. Esprimere giuste parole di conforto è difficile, e lo è ancora di più non potendoli abbracciare. Questo male, infatti, ci ha tolto pure la possibilità di quei piccoli gesti di affetto che avremmo fatto per mostrare la nostra vicinanza”.
La moglie, i figli e i nipoti “non hanno avuto neppure la possibilità di sentirlo per l’ultima volta – sottolinea il primo cittadino -. Di vederlo, di dargli un abbraccio. Una sofferenza ulteriore, un ulteriore peso. In questo periodo si muore anche da soli, ed è incredibile. In qualche modo il virus ci ha espropriato la possibilità del lutto, momento in cui l’umanità si sente con maggior forza”.
La famiglia Formica è in quarantena. “I figli in realtà – evidenzia Nocchi – sono in isolamento volontario perché non avevano contatti fisici con il padre da molto tempo. Essendo una persona già fragile, così lo proteggevano”. Ora resta da capire come l’ottantatreenne abbia contratto il Coronavirus. “Ancora non si sa – afferma il sindaco -. Ma faceva una vita casa e ospedale. Da quattro anni, ormai, usciva solo per le terapie a cui era sottoposto tre volte a settimana”.

