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“Salvini come il duce”, solo una legittima riflessione critica…

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Viterbo - Matteo Salvini al trasporto della macchina di santa Rosa del 2014

Matteo Salvini al trasporto della Macchina di Santa Rosa del 2014

Viterbo –  (sil.co.) – “Salvini come il duce”, ecco perché il gip Rita Cialoni ha rigettato opposizione del leader della Lega Nord alla richiesta di archiviazione da parte del pm Fabrizio Tucci della querela per diffamazione presentata contro la nota attivista Lgbt Emanuela Dei.

L’opposizione è stata discussa il 25 febbraio, il giudice ha sciolto tre giorni fa la riserva disponendo l’archiviazione. L’indagata in questi quasi cinque anni è stata sempre assistita dal difensore Carlo Mezzetti. 

Al centro un articolo pubblicato il 3 settembre 2015 quando l’ex ministro si apprestava a essere ospite di Palazzo dei priori la sera del Trasporto della Macchina di Santa Rosa. 

“Ad avviso di questo giudice – si legge nelle motivazioni – sono da condividere le argomentazioni sottese alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero, dovendosi valutare l’articolo secondo i canoni propri del diritto di critica politica”. 

E ancora: “Il concetto di ‘verità della notizia’ risulta essere inconferente nel caso in specie, ponendosi lo scritto quale riflessione critica a carattere valutativo e non già espressione dell’esercizio del diritto di cronaca, per la cui operatività i limiti risultano essere assai più stringenti. Mentre l’esistenza del fatto può essere soggetta a prova, il giudizio di valore non può esserlo, poiché la richiesta di dimostrare la verità di un giudizio di valore determina un evidente effetto dissuasivo sulla libertà di informare“. 

“L’articolo – scrive il gip Cialoni – si risolve in una chiara manifestazione polemica della giornalista nei confronti di Salvini quale rappresentante di un partito politico protagonista della politica nazionale, con ciò ricorrendo il profilo dell’interesse pubblico della notizia”.

Quanto al limite della continenza: “Alcune espressioni perdono la loro carica offensiva se pronunciate in un contesto politico in cui la critica assume toni aspri e  vibrati e che può assumere forme tanto più incisive e penetranti quanto è più elevata, come nel caso in specie, la posizione pubblica del destinatario. L’animosità del linguaggio della Dei non risulta dunque travalicare i limiti del legittimo esercizio del diritto di critica politica”. 

Il 3 settembre 2015, in occasione della visita del leader della Lega a Viterbo per il trasporto della macchina di santa Rosa, Dei in un articolo scriveva: “Lui va contro tutti, è contro tutti e le soluzioni per risolvere i problemi italiani sono sempre le stesse. Il suo motto è essere drastici e non vedere la via di mezzo. O si butta giù tutto con una ruspa o si bombarda, altra soluzione non c’è. Lui non è capace di uno sforzo concettuale, non riesce a pensare a un dialogo costruttivo o una mediazione delle parti. Salvini annienta, esplode, rimanda a casa tutti, accende le micce”. 

E ancora: “Salvini, furbamente, fa eco a tempi andati dove poco si comunicava e discuteva perché eravamo in dittatura. Si stava in silenzio e si seguiva il Duce solo perché altro non c’era. Il Duce, i suoi avversari, li aveva fatti fuori, poco dopo essere salito al potere. Salvini si impone a modello totalitario e vuole che la democrazia non esista”.


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