Viterbo – “Santa Rosa, una giovane di diciott’anni che oggi ancora affascina per la sua scelta di incontrare Dio e gli altri” . Il vescovo Lino Fumagalli apre così la festa del transito di santa Rosa.
Quest’anno i festeggiamenti hanno subìto gli effetti del maltempo e sono così iniziati in forma “ridotta”. La processione dalla chiesa della Crocetta fino al monastero è stata infatti annullata, ma Rosine, facchini e sbandieratori si sono tutti ritrovati in chiesa.
Il legame con la patrona è stato rinnovato comunque e l’atmosfera è di gioia. A preparare i partecipanti le riflessioni di don Alfredo Cento. Ai primi banchi i ragazzi, tutti emozionati e particolarmente attenti. Accanto a loro mamme, papà e amici. Poi la messa.
A dare il via alle celebrazioni lo squillo delle trombe che ha accompagnato una breve processione di Rosine, facchini e minifacchini fino all’altare. La cerimonia, iniziata alla 16,45, è stata accompagnata dalla Corale polifonica di Bagnaia, diretta Maria Loredana Serafini, e da Ferdinando Bastianini all’organo. Presenti anche i cavalieri del santo sepolcro.
“La quaresima – ha detto il vescovo – è tempo di grazia e di conversione. Oggi la conversione è verificare il nostro comportamento morale e scegliere la strada tra il bene e il male”. E ancora: “Per scegliere il bene dobbiamo chiederci dove è il nostro tesoro. Lì troveremo il nostro cuore. Chiediamo a santa Rosa di aiutarci in questo cammino. Lei, giovane di diciott’anni che ha condiviso con gli altri quel poco che aveva. Una ragazza che ancora oggi ci affascina per la sua volontà di scegliere Dio e degli altri. Ci illumini in questo inizio di quaresima”.
Ad ascoltare il vescovo, il sindaco Giovanni Arena, l’assessore Marco De Carolis, il presidente del sodalizio dei facchini Massimo Mecarini, il comandante dei carabinieri Andrea Antonazzo. Un pomeriggio di festeggiamenti e riflessione per ricordare il transito del corpo di santa Rosa. In chiesa anche i gonfaloni del gruppo storico musicale città di Viterbo, dell’associazione culturale pilastro sbandieratori e musici e gli sbandieratori e musici di Santa Rosa Viterbo.
Una cerimonia che ripercorre la storia. La patrona di Viterbo moriva il 6 marzo 1251. Le spoglie furono portate a santa Maria in Poggio, nella chiesa della Crocetta. Il corpo però, sepolto direttamente nella terra, venne ritrovato miracolosamente incorrotto sette anni dopo: nel 1258. Papa Alessandro IV decise così di traslarlo nel monastero di san Damiano, dove oggi si trova il santuario a lei dedicato. Oggi sarebbe dovuto esserci il corteo per ricordare quel particolare momento.
Al termine dalla cerimonia sono state aperte le iscrizioni per prenotarsi all’assegnazione dei costumi da indossare al corteo storico del 2 settembre. L’estrazione conseguente alla prenotazione avverrà domenica 8 marzo alle 11,45 al termine della messa.
Multimedia – Video: Festa del transito di santa Rosa – Gallery: I festeggiamenti per il transito di santa Rosa



