Acquapendente – Santone accusato di schiavizzare le seguaci, per la procura avrebbe abusato sessualmente di due vittime.
Non ci sarebbe solo la 25enne di Monza la cui madre 45enne Virginia Adamo ha sporto denuncia, ma anche un’altra parte offesa nel 415 bis recapitato nei giorni scorsi a Pasquale Gaeta dopo la chiusura delle indagini coordinate per la procura della repubblica di Viterbo dal pubblico ministero Paola Conti.
Il 62enne d’origine napoletana, leader della comunità Qneud (Questa non è una democrazia), è finito sotto inchiesta l’anno scorso per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale, ai quali si è aggiunto nel corso delle indagini anche il reato procedibile d’ufficio di esercizio abusivo della professione di psicologo.
Nel frattempo la procura avrebbe individuato altre due vittime, anche loro giovani donne che il maestro avrebbe soggiogato, una delle quali non avrebbe però sporto denuncia, come non ha sporto denuncia la 25enne, per la quale ha esercitato l’azione la madre, ipotizzando che il 62enne avesse approfittato di un momento di debolezza della figlia.
La pm Conte lo scorso 23 maggio ha cristallizzato nell’incidente probatorio la versione della 25enne, la quale ha negato con grande lucidità e senza tentennamenti qualsivoglia influenza da parte del maestro Lino. Motivo per cui è stato ridotto da 300 a 100 metri il divieto di avvicinamento per l’uomo, ma è stata anche disposta sulla giovane, assistita dall’avvocato Vincenzo Dionisi, una perizia psicologica affidata dalla pm alla professoressa Anna Maria Giannini della Sapienza di Roma.
Lo scorso autunno il difensore Bruno Barbaranelli ha chiesto al giudice per le indagini preliminari la revoca del divieto di avvicinamento. Ma la richiesta è stata rigettata dal gip Francesco Rigato, secondo il quale la perizia non avrebbe mutato il quadro cautelare nei confronti di Pasquale Gaeta, che dice di farsi portavoce delle teorie dell’esponente surrealista Alejandro Jodorowsky.
“La stessa rigidità con la quale la vittima difende il sistema di credenze e rifiuta di prendere in considerazione spiegazioni alternative evidenzia il suo bisogno profondo di credere in quel sistema nell’assoluta convinzione che tutti gli altri vogliano soltanto il suo male – si legge nell’ordinanza di rigetto del gip Rigato – segnale tipico di chi, pur colto, intelligente e non affetto da patologie sul piano cognitivo, ha abbassato la soglia del senso critico o lo ha proprio escluso per aderire al modello che ritiene giusto, nella convinzione che Gaeta abbia agito allo scopo di aiutarla, secondo un sistema privo di fondamento scientifico che neppure potrebbe essere fornito da Gaeta, che psicologo non è e che tuttavia agisce su fragilità di vecchia data della vittima”.
“Il mio assistito è un libero cittadino e non fa parte di alcuna ‘setta’, né annovera ‘seguaci’ – ha tenuto a sottolineare lo scorso gennaio l’avvocato Barbaranelli, difensore di fiducia di Gaeta – non può dunque essere definito ‘santone’, ‘maestro’ o ‘guru’, perché tali qualifiche non gli appartengono e perché nessun tribunale ha mai accertato tali sue inesistenti qualità”,
Del caso, intanto, si è detto interessato il criminologo e psicopedagogista Sergio Caruso, noto livello nazionale, esperto in sette sataniche e dinamiche settarie nonché collaboratore della Favis, la Fondazione famigliari vittime delle sette.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.




