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“Settore caseario il più a rischio, noi in campo anche contro le speculazioni”

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Il presidente di Coldiretti Mauro Pacifici

Il presidente di Coldiretti Mauro Pacifici

Viterbo – L’emergenza Coronavirus non risparmia nessuno. Ma se l’agricoltura continua comunque a produrre per garantire l’approvvigionamento degli alimenti, Coldiretti segnala una forte contrazione in diversi settori: specialmente quello caseario. E c’è il timore che in un periodo di crisi così profondo ci sia spazio per chi specula.

Il presidente della Coldiretti di Viterbo, Mauro Pacifici, traccia un bilancio della situazione attuale ricordando l’importanza di “consumare cibo italiano e locale per far ripartire prima e meglio l’economia”. Poi sottolinea che Coldiretti ha messo a disposizione uomini e mezzi per la sanificazione delle strade.

Come va avanti il lavoro quotidiano degli agricoltori e degli allevatori in questo periodo?
“Lavoriamo tutti con le precauzioni del caso nel massimo rispetto del Dpcm: mascherine, guanti e protezioni personali di ogni tipo, oltre chiaramente alla giusta distanza tra i lavoratori. Per far sì che ci sia la massima tutela del personale cerchiamo di riorganizzare il lavoro in modo un po’ diverso: ciò che prima facevano due o tre persone insieme magari ora lo si fa uno per volta, allungando un po’ i tempi, ma dando la possibilità a tutti di essere impiegati nella massima sicurezza”.

C’è in ogni caso una contrazione delle produzioni?
“Di certo non si produce a pieno ritmo. E per questo chiediamo e consigliamo ad agricoltori ed allevatori di rallentare tutto ciò che può essere rallentato. Ad esempio per quanto riguarda il settore caseario, che è quello che sta incassando il colpo più duro, cerchiamo di mandare in asciutta qualche capo di bestiame in più del solito, così da diminuire globalmente a livello nazionale la produzione del 3% circa. Quest’operazione serve per creare una sorta di polmone cuscinetto e non creare alibi a chi potrebbe proporre di abbassare i prezzi”.

Perché il settore caseario è quello che sta soffrendo di più?
“Chi produce latte, sia bovino che ovino, sta soffrendo più degli altri perché una grossa fetta di mercato era quella rappresentata dai bar, dai ristoranti e dalle mense, sia scolastiche che aziendali. Ora che tutti questi servizi ed esercizi sono chiusi al pubblico la domanda è calata. Coldiretti, insieme con una serie di istituzioni e associazioni come Assolatte, Agea, la regione e il ministero dell’Agricoltura, si sta dando da fare affinché una parte della produzione casearia venga ritirata dal mercato per distribuirla agli indigenti. In un momento come questo le risorse vanno ripensate e ridistribuite, ma con un po’ di accortezze e l’impegno anche dei consumatori possiamo farcela”.

Cosa potrebbero fare ad esempio i consumatori?
“Innanzi tutto mangiare italiano. Coldiretti fin dai primissimi giorni di questa emergenza sanitaria che ha rallentato tutto il paese ha lanciato la campagna “Mangia italiano”. Mai come in questo periodo è vitale far girare la nostra economia, sostenere i nostri produttori e la nostra agricoltura. Anche perché da noi c’è un’attenzione massima alla sicurezza che è garanzia di cibi sani. Stiamo coinvolgendo in questo anche la gdo (grande distribuzione organizzata ndr) affinché i banchi dei supermercati vengano riforniti principalmente con i prodotti italiani”.

Cosa altro sta facendo Coldiretti per aiutare gli agricoltori?
“Un altro punto molto importante è quello dei trasporti. Senza un servizio ben strutturato le merci non arriverebbero a destinazione, quindi facciamo il massimo affinché siano garantiti come prima o comunque in maniera adeguata al momento che stiamo vivendo. Poi ci stiamo muovendo anche per stimolare le istituzioni ad essere flessibili sulle scadenze di mutui e contribuzioni. Chiediamo se non una sospensione, almeno un rinvio a lungo termine”.

Ma Coldiretti non è scesa in campo soltanto per i suoi associati. La disponibilità è massima anche per il resto della cittadinanza…
“Sì, cerchiamo di darci da fare in ogni modo possibile. Ad esempio offrendo uomini e mezzi per la sanificazione delle strade e delle piazze della città di Viterbo e degli altri paesi della provincia. Abbiamo dunque inviato una lettera alla Prefettura di Viterbo nella quale si ribadisce la nostra disponibilità, qualora le autorità lo ritengano necessario, a intervenire. Loro chiaramente devono fornirci i prodotti sanitari adeguati, ma noi possiamo fornire i trattori con irroratori, nebulizzatori e atomizzatori e personale che sa utilizzarli. E’ un po’ quello che facciamo in periodi di emergenza atmosferica, in caso di forti nevicate ad esempio. Ora l’emergenza è sanitaria, ma ci siamo lo stesso”.

Nei periodi di crisi, purtroppo, c’è sempre chi trova il modo di approfittarsi della fragilità del momento. Come vi state difendendo da chi specula?
“Uno dei rischi più grossi è questo: speculare su chi già affronta un momento delicatissimo. C’è e ci sarà sicuramente chi proverà a lucrare oltremodo sul cibo e sui prodotti alimentari. Nessuno, purtroppo, può sentirsene escluso perché le vittime possono essere sia i produttori che gli stessi consumatori. Per questo Coldiretti ha attivato un indirizzo mail specifico (sos.speculatoricoronavirus@coldiretti.it) che chiunque può utilizzare per segnalare atteggiamenti scorretti o anche solo sospetti. Potremo così dar vita a un dossier articolato e puntuale per combattere certi comportamenti e segnalarli a chi di dovere. E poi, speriamo, che la creazione stessa di questo canale funzioni da deterrente per scoraggiare gli speculatori, perché avranno chiaro il concetto che noi ci faremo trovare pronti e compatti contro di loro”.

Come sarà il dopo-Coronavirus?
“Niente sarà più come prima, ma mi auguro che ne usciremo ancora più forti. Se puntiamo, con ancora più convinzione di quella che abbiamo già messo in campo finora, sul made in Italy e sul consumo dei prodotti a km 0 la qualità della nostra agricoltura sarà ancora maggiore. Ora serve coesione e pazienza per superare questo periodo di transizione, ma il dopo-Coronavirus porterà una grande rinascita”.

Francesca Buzzi


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