Viterbo – In dieci giorni il Coronavirus ha contagiato venti persone nella Tuscia. Dieci sono state ricoverate tra lo Spallanzani e il Belcolle. E all’ospedale di Viterbo ci sono due pazienti in terapia intensiva con respirazione assistita, tra cui il 70enne di Montefiascone.
Gli ultimi quattro casi li ha comunicati ieri il policlinico Gemelli di Roma alla Asl di Viterbo, dopo che i tamponi hanno dato esito positivo al Covid-19. Uno lavora all’università della Tuscia, ma non è un docente. Un altro ha un collegamento con quest’ultimo. Mentre gli altri due hanno legami di parentela con l’allenatore di una squadra di basket di Montalto di Castro.
“Le quattro persone – spiega la Asl di Viterbo – sono già da giorni in isolamento domiciliare fiduciario e al momento stanno trascorrendo il decorso della patologia nella loro abitazione. Nessuna di queste è un operatore sanitario, e presentano un chiaro link epidemiologico”. L’origine dei loro contagi, infatti, deriva dal primo caso dell’Unitus. E dei venti positivi nella Tuscia, sono in sedici (tra cui il coach di basket) ad avere in vario modo un collegamento con il primo caso dell’università.
Casi a parte sono invece quelli della studentessa georgiana di ventitré anni, del carabiniere 27enne di Civitavecchia in quarantena a Oriolo Romano e del 70enne di Montefiascone. Di quest’ultimo l’indagine epidemiologica non è ancora stata ricostruita. Un vero rompicapo per il Toc, il Team operativo coronavirus messo in campo dall’unità di crisi della Asl di Viterbo. Ci sta lavorando da giorni.
Il Toc, attivo da più di sessanta giorni, è composto da due equipe multiprofessionali operative contemporaneamente. Igienisti, infettivologi, psicologi, infermieri e professionisti del dipartimento di prevenzione si stanno occupando dell’individuazione dei link epidemiologici dei casi accertati, dell’attivazione degli isolamenti domiciliari fiduciari e del monitoraggio di chi è in quarantena, dell’esecuzione dei tamponi e della gestione delle prese in carico di pazienti segnalati da medici di famiglia e amministratori comunali.
Da ieri la Tuscia ha tre tende pretriage. A quelle già installate fuori dai pronto soccorso di Belcolle e Tarquinia, si è aggiunta quella all’ospedale Andosilla di Civita Castellana. Sono state montate dai volontari della protezione civile su richiesta della regione Lazio. Quella di Belcolle, operativa dal 29 febbraio, è stata collocata in una nuova postazione, “direttamente – spiega la Asl – in collegamento con i percorsi dedicati all’accoglienza delle persone con problemi respiratori. In un’ottica di sicurezza e di protezione per i cittadini e per gli operatori”.
Sempre ieri la regione ha diffuso l’ultimo dato sulle sorveglianze domiciliari: nella Tuscia 64 persone sono uscite dalla quarantena.


