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29 contagi in 14 giorni, Giove diventa zona rossa

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Coronavirus - Giove diventa zona rossa - I dati del comune sull'evoluzione dei casi al 9 aprile

Coronavirus – Giove diventa zona rossa – I dati del comune sull’evoluzione dei casi al 9 aprile

Giove – (a.c.) – Il comune di Giove diventa zona rossa. Il piccolo paese della provincia di Terni, confinante con Orte, Bassano in Teverina e Bomarzo, sarà isolato per due settimane in seguito all’esplosione di contagi da Coronavirus registrata negli ultimi giorni. A dare l’annuncio è la presidente della regione Umbria, Donatella Tesei. L’ordinanza arriverà nel pomeriggio.

La notizia, in realtà, era data per certa già da un paio di giorni. Dal primo caso, accertato il 27 marzo, ieri sera si era arrivati a 29 persone positive e 45 in isolamento fiduciario. Un numero notevole, in rapporto al totale di 1900 abitanti del comune.

“A Giove si sta riscontrando una concentrazione particolare di casi. C’è un’ipotesi di focolaio. Per questo abbiamo deciso di istituire la zona rossa per 14 giorni” ha detto Tesei.

Il sindaco Alvaro Parca, che quotidianamente aggiorna la cittadinanza su Facebook con tabelle sullo stato del contagio, spiega che “le famiglie colpite sono 9 e tra i contagiati ci sono persone che per lavoro sono a stretto contatto col pubblico, come infermiere che fanno assistenza domiciliare e negozianti. La zona rossa è una misura estrema, ma purtroppo si è resa necessaria”.

La Asl negli ultimi giorni ha effettuato tamponi alle persone vicine ai contagiati e a tutti i dipendenti comunali e i volontari di protezione civile, proprio per tenere il più possibile sotto controllo la diffusione del virus.

Secondo quanto fa sapere il comune, delle 29 persone che hanno contratto il virus “17 sono in isolamento domiciliare assistito con sintomi lievi, 9 sono asintomatiche e 4 sono ospedalizzate”.

“Mi viene spontanea una considerazione – si chiede Parca -. Dove si fanno tamponi (e a Giove ne sono stati fatti oltre una settantina) si trovano sempre dei casi positivi, ma in altri luoghi, dove non si fanno i tamponi, significa davvero che non ci sono casi? Proprio le indagini approfondite svolte sul nostro territorio ci hanno permesso d’individuare tanti asintomatici, che altrimenti avrebbero continuato a far circolare il virus senza saperlo”. 


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