Bolsena – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile sindaco,
sarà capitato a tanti di notare, uscendo dopo giorni di quarantena, gli alberi in fiore nelle nostre città; stupirci per qualcosa di cui forse ogni anno, a ripensarci, nemmeno ci accorgiamo e che invece ha ora il potere di rasserenarci, seppure per un attimo.
Fanno effetto le immagini degli animali che riconquistano spazi urbani, le acque cristalline nei canali di Venezia, i cieli di molte città finalmente liberi dalla cappa di inquinamento.
Fanno effetto anche a noi bolsenesi vedere le acque del nostro lago diventate cristalline, addirittura anche dentro il molo.
Fa anche effetto la tranquillità e il silenzio con cui il lago finalmente si riposa e gli viene risparmiato di ospitare roboanti imbarcazioni da oltre 200 cavalli che sfrecciano sulle sue acque.
Come saprà, gran parte di queste imbarcazioni provengono dal Nord Italia e che in tanti laghi sono vietati.
Mi domando se si possa far convivere la qualità delle acque del lago con le tutte quelle attività frenetiche.
E’ il tempo dell’immaginazione e del coraggio. Non solo un’occasione che non possiamo sprecare: è l’unica strada possibile.
Per questo le chiedo di valutare la possibilità di fare o far fare delle analisi delle acque per verificare i livelli di fosforo, batteri, idrocarburi, almeno nei punti di maggior afflusso turistico.
Non possiamo perdere questa occasione storica e irripetibile in cui l’attività umana sul lago è praticamente ferma da sette mesi per monitorare lo stato di salute delle nostre acque.
Sante Di Sorte
Responsabile associazione “di Tuscia un po’”
