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“Caritas, le richieste di aiuto sono aumentate del 50%”

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Viterbo – “Le persone hanno bisogno di tanta umanità. Basta un sorriso o una pacca sulla spalla per poterle ritirare su”. Don Luigi Fabbri è il vicario del vescovo Lino Fumagalli e anche lui, in questi giorni, sta alla mensa della Caritas diocesana vicino Porta San Leonardo a Viterbo. A distribuire i pasti a chi non ha niente. Mentre tutto un paese sta combattendo la propria battaglia contro il Coronavirus e le devastanti conseguenze economiche che sta provocando.

“Le richieste di aiuto – precisa infatti don Luigi – rispetto a prima, prima del Coronavirus, sono aumentate del 50%”.


Don Luigi Fabbri

Don Luigi Fabbri


La mensa Caritas quest’anno compie un quarto di secolo, 25 anni, e da sempre è un punto di riferimento per tutti i poveri della città. Per chi ha perso il lavoro e non aveva nient’altro, per chi non ha mai avuto mai niente. Per chi è da solo e per famiglie in difficoltà. Senza alcuna distinzione tra persone e religioni.  

“Accogliamo soprattutto stranieri e tanti viterbesi – spiega don Luigi – soprattutto pensionati che non riescono ad arrivare a fine mese oppure famiglie con difficoltà lavorative. E un’altra forma di povertà che in questo periodo sta aumentando sono i papà separati”.


Coronavirus - Viterbo - I volontari della Caritas diocesana

Coronavirus – Viterbo – I volontari della Caritas diocesana


Una realtà che si autofinanzia, con i fondi dell’8 per mille che tutti gli anni, credenti e laici, lasciano alla Chiesa il giorno in cui vanno a fare la dichiarazione dei redditi dal commercialista. Otto per mille oggi ancor più fondamentale. Deciso per mantenere in vita una struttura che sta svolgendo una funzione sociale importantissima.  


Viterbo - La mensa Caritas

Viterbo – La mensa Caritas


“Un lavoro – prosegue don Luigi Fabbri – che va avanti grazie all’impegno di tantissimi volontari. In questi giorni stiamo ospitando 40, 50 persone. Qui si va avanti con il volontariato e la generosità di tanta gente. E il bello è che tra i volontari ci sono tanti giovani”.

Tutte le regole imposte dai decreti del governo vengono rispettate. Tutti i volontari, don Luigi incluso, portano guanti e mascherine. Mentre la richiesta di aiuto da parte delle persone è aumentata. “Un 50% in più – sottolinea don Luigi – rispetto al passato. Rispetto a quando il Coronavirus ancora non c’era”.


Coronavirus - Viterbo - I volontari della Caritas diocesana

Coronavirus – Viterbo – I volontari della Caritas diocesana


La mensa apre a mezzogiorno e chiude all’una. C’è chi viene e si siede e chi, invece, il pranzo se lo porta a casa. Perché non vuole farsi vedere. Da nessuno. Fuori, all’ingresso, sono in tanti ad aspettare. Prima di entrare viene misurata la febbre a tutti. Poi, chi accede, ha un tavolo a sua completa disposizione. Per mantenere le distanze previste dal governo. In sala ci sono 6 ospiti per volta. Si fa a turno. Cinquanta persone ogni giorno.


Coronavirus - Viterbo - Il dormitorio spostato adesso in viale Capocci

Coronavirus – Viterbo – Il dormitorio spostato adesso in viale Raniero Capocci


“Abbiamo anche il dormitorio – aggiunge don Fabbri – e proprio per non chiudere in questi giorni dove c’è maggiore necessità è stato spostato nella struttura adiacente al monastero di Santa Rosa, con l’ingresso in viale Raniero Capocci. Lì riusciamo a mantenere la distanza di sicurezza. Ci sono 16 posti. Metà per le donne e metà per gli uomini”.


David Cuccodoro

David Cuccodoro


I volontari sono una decina in tutto. Fanno i turni, e stanno lì ogni giorno. Chi in cucina, chi direttamente in mensa. Si occupano di tutto. E rischiano anche loro. Senza prendere un euro. Mossi solo dall’amore per il prossimo.


Coronavirus - Viterbo - I volontari della Caritas diocesana

Coronavirus – Viterbo – I volontari della Caritas diocesana


“Il lavoro che si fa qui alla Caritas – dice David Cuccodoro – è portato avanti da volontari che durante la settimana si alternano. La mattina prepariamo i vassoi e poi c’è una ragazza che fa il giro dei supermercati e prende i prodotti che avanzano, passandoli all’addetto alla cucina. Gli ospiti entrano 6 per volta distanziati. Fatto questo puliamo, svuotiamo in cassoni e rimettiamo a posto”. 


Giorgia De Rinaldis

Giorgia De Rinaldis


Giorgia De Rinaldis sta in Caritas tramite il servizio civile. “Non avrei mai immaginato – racconta – di trovarmi in una situazione di questa portata. E’ un dovere morale, è bello aiutare e donare sorrisi che adesso, con le mascherine, cerchiamo di trasmettere con lo sguardo”.


Riccardo Gasbarri, Francesco Zappa e Andrea Garofalo

Riccardo Gasbarri, Francesco Zappa e Andrea Garofalo


“Svolgiamo questo servizio da poco – chiudono Andrea Garofalo, Francesco Zappa e Riccardo Gasbarri -. Un lavoro che ci permette di scoprire tante storie, che è bello ascoltare. Un’occasione di conoscenza. Una grande opportunità che ci ha fatto rivalutare tanti episodi che accadono nella nostra vita quotidiana. E ad apprezzarli meglio”.

Daniele Camilli


 Multimedia: Fotocronaca: Il lavoro della Caritas diocesana – Video: L’impegno dei volontari


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