Celleno – “Lunghe file al supermercato, ma per il momento nessun clima di nervosismo o particolare agitazione”. Sembrerebbe questo il clima che per il momento si sta respirando a Celleno, piccolo comune di 1300 abitanti lungo la Teverina dove qualche giorno fa più di una quarantina di persone sono state trovate positive al Coronavirus, la maggior parte delle quali nella casa di riposo Villa Noemi. A raccontarlo è Roberto Stocchetti edicolante a Viterbo, originario di Roma che da anni vive a Celleno.
Roberto Stocchetti, quale è la situazione a Celleno?
“Il primo giorno lungo la Teverina c’è stato un grosso posto di blocco all’ingresso del paese con i carabinieri che hanno identificato tutti quelli che sono passati, bloccando le persone che non erano residenti nel comune. Questa mattina (ieri ndr) hanno poi definito tutto il sistema di blocco del comune, al punto che non è riuscito a passare neanche il furgone che porta i giornali”.
Da dove provengono gli ospiti della casa di riposo Villa Noemi positive al Coronavirus?
“Sono quasi tutte del paese. Anche buona parte del personale. Quindi il rischio è che il contagio possa coinvolgere tutti. Da quel che so stanno anche controllando le altre due case di riposo”.
Gli abitanti di Celleno come stanno vivendo tutta questa situazione?
“A Celleno si vede diversa gente in giro. Di fronte al supermercato ci sono lunghe file di persone che vanno a fare spesa”.
E quale è il clima che si respira?
“Si respira un clima un po’ difficile da definirsi. E’ comunque di preoccupazione, perché le persone ricoverate nella casa di riposo sono soprattutto di Celleno. Tuttavia non c’è nervosismo né particolare agitazione. Certo, c’è la coscienza di una situazione molto fuori dall’ordinario, soprattutto per un paese così piccolo. Il sindaco comunque si sta dando molto da fare, preoccupandosi di tutti”.
Quali sono i punti di vista delle persone?
“Punti di vista veri e propri non ce ne sono. Una situazione caotica ma ancora ben equilibrata. Certo, la situazione potrebbe cambiare se venisse a mancare qualcuno. Per il momento quella che prevale è l’attesa”.
I rifornimenti, a parte i giornali, sono tutti assicurati?
“Oggi (ieri ndr) al supermercato ho richiesto dei prodotti della Findus e mi è stato risposto che sarebbero arrivati giovedì. Non credo che ci facciano morire di fame”.
Ve l’aspettavate così tanti positivi al virus in una sola casa di riposo?
“Un vago sentore ce l’ho avuto un paio di settimane fa, forse tre, quando sono passato davanti a una delle case di riposo e c’era un carro funebre. Il pensiero è andato subito al Coronavirus. Tant’è che ho detto ‘oh, cazzo, che succede?’… Ma è possibile che i motivi fossero stati ben altri. Non è che si muore solo di Covid”.
Indipendentemente dai posti di blocco e dalle strade statali, ci sono altre strade per entrare e uscire da Celleno?
“Sì, ci sono, ma le conosce solo la gente del posto. Si tratta di sentieri in mezzo alla campagna”.
Lei, invece, ha necessità di uscire dal paese per andare a lavorare fuori?
“Sì, avrei necessità di andare a lavorare a Viterbo dove ho un’edicola. E se non vado l’edicola resta chiusa. E già, col Coronavirus, la nostra attività è stata messa fortemente in crisi. Se dovessi restare a casa dovrò per forza trovare una soluzione con i distributori”.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotocronaca: Il posto di blocco all’ingresso del paese – Video: Il muro di plastica e acqua



