Celleno – Milletrecento abitanti. Celleno zona rossa. Quarantuno le persone positive al Coronavirus, di cui 38 nella sola casa di riposo Villa Noemi, a valle del piccolo paese lungo la Teverina. Ieri sera la decisione del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, di chiudere tutto. Fino al 24 aprile.
Oggi, al posto di blocco, all’imbocco della strada che porta alle case di riposo all’ingresso di Celleno, un momento che probabilmente, da queste parti, non si vedeva da quasi un secolo. Forse dall’ultimo conflitto mondiale che anche da qui è passato. Due uomini che si scambiano pacchi e buste lungo un confine fatto di blocchi di plastica e acqua.
Celleno zona rossa – Due uomini si scambiano i pacchi della spesa
Un muro, come a Berlino. Solo che a dettarlo non è la guerra fredda, ma il Coronavirus. Un muro temporaneo, ma simbolico. Simboli potenti che la storia impone. All’improvviso, e quando meno te lo aspetti.
Celleno zona rossa – Un posto di blocco
Al posto di blocco ci sono due carabinieri. Sono della locale stazione di Celleno. Controllano i documenti e i lascia passare. Sono gentili, affabili, danno informazioni a chiunque le chieda. E lo fanno sempre con garbo e cortesia, cercando anche, in qualche modo, di tranquillizzare le persone che di volta in volta arrivano ai blocchi. Chi per lavoro, chi per sapere qualcosa.
Celleno zona rossa – Un posto di blocco
Arriva anche un’auto della Asl, che passa e va a destra, la strada da cui si arriva alle case di riposo. Dalla stessa strada viene poi un’ambulanza che si immette a sua volta sulla Teverina. I telefoni dei due carabinieri squillano spesso. Rispondono al maresciallo e agli ufficiali che chiamano per sapere come vanno le cose e informare sull’andamento degli altri posti di blocco lungo le altre strade che aprono al paese.
Celleno zona rossa – Un’ambulanza
Una scena incredibile, per certi aspetti, da queste parti sì, sicuramente storica. Poco più indietro, rispetto ai blocchi dove stanno i carabinieri, una transenna posizionata in mezzo alla strada riporta un cartello che ricorda a chiunque arrivi lì che più avanti non si può proprio andare.
Celleno zona rossa
Alle spalle una persona grida, senza neanche esser vista, che non vuole essere fotografata. Non perché non ne abbia voglia, ma perché con Celleno oggi non vuole avere a che fare. Del resto, in quel momento, specifica lei stessa, si trova al confine, ancora sul territorio del comune di Viterbo. Ed è in quel momento lì che pensi che l’isolamento di questo piccolo paese a nord della Tuscia è veramente al completo.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotocronaca: Il posto di blocco all’ingresso del paese – Video: Il muro di plastica e acqua




