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Celleno zona rossa, il sindaco: “Mi dispiace vederla cinturata, ma ce la faremo”

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Celleno zona Rossa - Un posto di blocco

Celleno zona Rossa – Un posto di blocco

Il sindaco di Celleno Marco Bianchi

Il sindaco di Celleno Marco Bianchi

Celleno – Quello di ieri è stato un venerdì santo durissimo e difficilissimo per Celleno. Poco prima delle 14 il bollettino della Asl annuncia trentuno contagi nella casa di riposo Villa Noemi, che si vanno ad aggiungere ai sette anziani risultati positivi il giorno prima. Tra ospiti e operatori della struttura, il totale sale a trentotto. Mentre schizza a 41 il numero dei casi in paese. Troppi, per soli 1300 abitanti. Alle 19 il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, firma l’ordinanza di chiusa di Celleno. Il comune diventa zona rossa, e lo sarà fino al 24 aprile. In pochi minuti viene cinturato e presidiato dalle forze dell’ordine, e per le prossime due settimane sarà un coprifuoco. A fine giornata il sindaco Marco Bianchi è stremato. “Non ho più energie”, dice con la voce stanca.

Celleno è la quarta zona rossa del Lazio…
“Mi dispiace vederla chiusa. Il comune, come di sua competenza, ha cinturato il perimetro urbano. E fuori da questo c’è un ulteriore presidio delle forze dell’ordine che impedisce l’accesso al paese”.

Come si è arrivato a tanto?
“Purtroppo negli ultimi giorni la crescita dei casi da Coronavirus è stata alta, e alla fine la Regione ha preso questa decisione. In realtà i contagi nell’abitato non sono molti, solo otto. Ma questo provvedimento di precauzione non può che andare a vantaggio dell’intera collettività. Certo, ora si creeranno dei disagi. Ma li affronteremo e ce la faremo. L’importante è che la situazione sanitaria migliori e che i positivi, soprattuto gli anziani che sono più fragili, si riprendano il prima possibile. Speriamo che vada tutto bene”.

Ha parlato di disagi. Quali saranno i principali?
“I cittadini hanno tante incertezze, ma già da questa mattina ne parlerò con il prefetto e le altre autorità. Cercheremo di sciogliere tutti i nodi e di chiarire la situazione. La gran parte delle attività già non era consentita, e quelle essenziali possono restare ancora aperte. Ma ora a Celleno è vietato entrare ma anche uscire, il che vuol dire che chi ha attività fuori dal territorio comunale non può più recarsi a lavoro. E per chi ha campi o animali è un grande problema, perché ci saranno inevitabilmente dei danni. Un’altra problematica incalzante è l’attuale mancanza di personale a Villa Noemi. Al momento ci sono delle infermiere, ma bisogna darsi da fare subito perché in queste strutture una persona in più o una in meno fa la differenza”.

Quali sono le condizioni di salute degli anziani e dei sanitari della casa di riposo?
“Tutti i pazienti, tranne cinque, sono positivi al Covid. Ma fortunatamente non sono critici: hanno sintomi lievi o sono totalmente asintomatici. I negativi sono invece stati isolati e collocati in un’area della struttura a sé stante. Pure il personale non è grave: stanno tutti bene e sono asintomatici. Degli operatori una sola è residente a Celleno. Le attuali condizioni dei contagiati mi consolano e sono speranzoso”.

Ma la Asl ha avviato tamponi a tappeto anche nelle altre due case di riposo del paese…
“Sì, i primi test sono iniziati e stiamo aspettando gli esiti. Le tre strutture non hanno personale in comune, ma molti operatori appartengono alla stessa cooperativa. Alle luce dei controlli che si stanno eseguendo, abbiamo già allestito la scuola media per poter ospitare tutti quegli anziani che dovessero risultare negativi. Nell’eventualità ce ne fosse bisogno siamo già pronti, ma dovrà essere una stretta necessità. E speriamo che non lo sia”.

Raffaele Strocchia


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