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“Coronavirus, negli ultimi 5 giorni calo costante dei ricoveri in ospedale”

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Coronavirus - La conferenza stampa della protezione civile

Coronavirus – La conferenza stampa della protezione civile

Roma – Continua la riduzione dei pazienti ricoverati in ospedale per Coronavirus. “Degli ultimi 5 giorni – spiega il direttore del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli – ben 4 si sono conclusi con un numero negativo di pazienti ricoverati rispetto al precedente. Per quel che riguarda il numero di pazienti nelle terapie intensive, siamo a 5 giorni su 5 di calo”.


 – Coronavirus – Oggi 4204 contagiati, 1979 guariti e 610 morti


La conferma della riduzione della pressione nelle strutture ospedaliere è forse il dato più positivo del bollettino di oggi sul contagio da Covid-19 in Italia. A sottolinearlo è anche il capo della protezione civile, Angelo Borrelli: “Nel mese di aprile – dice – i pazienti in isolamento domiciliare, asintomatici o con sintomi lievi, sono aumentati dell’8% rispetto al totale degli attualmente positivi”.

I numeri. “Oggi sono attualmente positivi 96877 pazienti, 1615 in più rispetto a ieri – annuncia Borrelli -. 3605 sono in terapia intensiva (-88 unità rispetto a ieri), 28399 ricoverati con sintomi (-86 rispetto a ieri). 64877, cioè il 67% del totale, è in isolamento domiciliare”.

Per quanto riguarda i deceduti, oggi se ne contano 610, che alzano il totale a 18279. I nuovi guariti sono 1979, per un totale di 28470. Le nuove persone contagiate sono 4204 e portano a 143426 il numero complessivo dei casi censiti (che comprende le persone attualmente positive, i deceduti e i guariti).

Secondo Locatelli, la riduzione della pressione sanitaria sugli ospedali “va vista in una prospettiva di fase 2, perché ridurre la pressione di carico assistenziale sarà utile anche e soprattutto nelle regioni a maggior impatto epidemico per ottimizzare la gestione dei malati affetti da patologie diverse del Covid-19, che ovviamente non sono scomparsi”.

“Oggi – aggiunge il direttore del Css – pur nel numero ancora importante di decessi, ci sono 10 regioni, principalmente al Centro-Sud e la provincia autonoma di Bolzano, in cui ci sono stati meno di 10 morti. Complimenti al sistema sanitario nazionale che sta facendo fronte a un’emergenza come questa”.

Sulla cosiddetta “fase 2”, cioè la graduale riapertura del Paese dopo il lockdown, Locatelli esclude la possibilità di partenza ad andature differenziate a seconda delle regioni: “Le scelte del governo dovranno avere una valutazione di tipo nazionale – commenta – e basarsi piuttosto sul grado di rischio delle varie professioni. Ci sono mestieri, come gli assistenti di poltrona negli studi dentistici o i parrucchieri, che sono fortemente esposti a rischio, mentre chi lavora nei boschi senza dubbio corre meno pericoli. In ogni caso, la riapertura delle attività non essenziali va fatta con molta cautela, per evitare di andare incontro a una seconda ondata di contagio”.

Un pensiero dal numero 1 del Css anche per i medici e gli infermieri che hanno perso la vita durante la pandemia. “Nessun operatore sanitario sarebbe dovuto morire per assistere i malati di Covid-19. A tutti i medici e gli infermieri dico che c’è un’attenzione suprema per cercare di tutelarli”.


Coronavirus – I dati del ministero della Salute del 9 aprile

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