Orte – Ventidue sarte al lavoro per rifornire il prima possibile tutte le famiglie di Orte di mascherine protettive. In questi giorni la pro loco sta ultimando la distribuzione della prima tranche di dispositivi, circa 2mila, da donare alla cittadinanza.
Cresce sempre più il numero di volontarie che si mettono a disposizione gratuitamente per cucire i dispositivi anti-Coronavirus. L’iniziativa era partita qualche settimana fa da un nucleo ristretto di amiche. Poi, col tramite dell’assessora all’Ambiente Mariastella Fuselli, è stata coinvolta la pro loco, che si è occupata di acquistare il tessuto (con il contributo economico del comune) per una vera e propria produzione in serie.
“Le mascherine sono realizzate in poliestere a tre strati lavabile – spiega il presidente della pro loco Claudio Paolessi – acquistato presso una ditta di Orte. Per ogni nucleo familiare sarà consegnata una bustina con due mascherine. La distribuzione è partita dalle zone di confine come Baucche, San Michele, Le Grazie o Caldare, che sono meno popolose e ci consentono di completare la copertura di tutto il quartiere. Le bustine vengono consegnate a domicilio, ma solo se i padroni di casa ci rispondono al citofono”.
“Domani consegneremo alle sarte il tessuto per realizzare la seconda tranche da 2mila mascherine, per cui in totale arriveremo a distribuirne 4mila a 2mila famiglie” annuncia Paolessi, che poi lascia spazio a un piccolo sfogo. “Ho letto sui social che qualcuno ci accusa di essere lenti. Posso garantire che tutti stiamo facendo il massimo, chiedo ai cittadini un po’ di pazienza. Ci sono dei tempi tecnici che non si possono saltare: solo Babbo Natale e la Befana riescono a consegnare i regali in tutto il mondo in una notte sola…”.
I tempi tecnici in questione, secondo il presidente della pro loco, sono “una settimana”. Nel frattempo “i volontari continueranno la distribuzione della prima tranche di mascherine. A seguire, la settimana prossima, consegneremo quelle che nel frattempo le sarte avranno cucito. Entro inizio maggio contiamo di completare il lavoro. Poi, se vedremo che ci saranno ancora famiglie senza mascherine, ci rimetteremo all’opera per rifornirle”.
“Bisogna ringraziare le sarte, che hanno accettato di mettersi a disposizione gratis – ricorda Paolessi -. Sono donne di tutte le età, che non lo fanno di lavoro, ma hanno deciso comunque di donare una parte del loro tempo alla comunità”.
Alessandro Castellani

