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Coronavirus – “Prosegue il calo della pressione sulle strutture ospedaliere”

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Angelo Borrelli in conferenza stampa

Angelo Borrelli in conferenza stampa

Roma – “Oggi l’incremento delle persone attualmente positive in Italia è di 1363 casi, numero che porta il totale delle persone attualmente positive a 103mila e 616 persone”. A dare l’aggiornamento sulla diffusione del coronavirus in Italia è il capo della protezione civile Angelo Borrelli nel bollettino giornaliero delle 18.

“Prosegue il calo della pressione sulle strutture ospedaliere, iniziato circa una settimana fa – ha aggiunto Borrelli -. Ad oggi ci sono 3260 persone ricoverate in terapia intensiva, 83 in meno rispetto a ieri. Ci sono poi 28mila e 23 ricoverati in ospedale con sintomi, 176 in più rispetto a ieri e 72mila e 333 persone in isolamento domiciliare, che corrisponde al 70% del totale”.

Si alleggeriscono quindi le terapie intensive. Poi il dato sulle vittime e i guariti. “Oggi – ha aggiunto Borrelli – sono state registrate 566 persone decedute. Registriamo nella giornata di oggi 1224 guariti, numero che porta il totale a 35mila e 435″.

Il totale delle persone decedute è di 20mila e 465. Il totale invece dei contagi è di 159mila e 516. 

I contagi di oggi sono quindi 3153.

Poi il dato sui volontari. “Oggi ci sono 18mila e 477 volontari della protezione civile – ha spiegato Borrelli – in più in campo che si aggiungono ai vigili del fuoco, alle forze armate e di polizia, al personale delle regioni e al personale sanitario”. 

Il dipartimento di protezione civile ha raccolto 117milioni e 17mila e 123 euro fino ad oggi. 

In conferenza stampa anche Gianni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’istituto superiore di sanità.

“Volevo cercare di dare un’interpretazione dei dati – ha spiegato Rezza -. Tante volte si dice come mai a distanza di un mese dal lockdown voi dite che le cose vanno meglio e dopo invece sembra che i casi siano sempre tanti e i decessi una quota elevata. Il punto è che dopo il lockdown continua comunque un po’ di trasmissione del virus. Trasmissione intradomiciliare o intrafamiliare… questo fa si che la coda si allunghi”.

E ancora: “Poi dobbiamo tenere conto – ha aggiunto – del fatto che il tempo trascorre dal momento del contagio e il momento della notifica, cioè oggi, e possono trascorrere anche 20 giorni. Quindi non abbiamo nuovi contagi, ma nuovi casi di persone che hanno acquisito l’infezione 20 giorni fa. Inoltre in termini di mortalità ci può essere molto ritardo. Una persona purtroppo sta in terapia intensiva un certo numero di giorni. Voi dovete quindi tenere conto di vari aspetti: il momento del contagio, momento della comparsa dei sintomi, la diagnosi, l’ospedalizzazione e l’esito. Quindi anche se la mortalità è stata piuttosto elevata, va detto che quello che vediamo oggi in termini di contagio è attribuile a qualche giorno fa. Ecco perché diciamo che va meglio. I casi stanno diminuendo di fatto, a poco a poco”. 

“Dobbiamo comunque dire – ha concluso Rezza – che siamo ancora in fase 1, anche se ci sono segnali positivi”.


 – Conferenza stampa Coronavirus – 159.516 contagiati, 35.435 guariti, 20.465 morti e 103.616 positivi attuali


I dati forniti dal ministero della Salute – Clicca sull’immagine per ingrandire

Scheda Coronavirus de 13 marzo 2020


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