Viterbo – (r.s.) – Coronavirus, sei casi a Villa Immacolata. E la situazione nella casa di cura sulla Sammartinese inizia a far paura, a tal punto che la Asl l’ha isolata. “L’accesso e l’uscita dalla strutta sono stati temporaneamente interdetti”, spiega l’azienda sanitaria di Viterbo. E ieri Villa Immacolata è stata presidiata dalle forze dell’ordine. La Asl ha inoltre disposto che “gli ospiti vengano dimessi esclusivamente in caso di assenza di sintomi e successivamente all’esito negativo del tampone nasofaringeo per la ricerca del virus Covid-19”.
Le sei persone contagiate sono tre operatrici sanitarie e tre pazienti. Due operatrici sono di Viterbo: la sessantacinquenne Fiorella Biribicchi, da più di una settimana in rianimazione con respirazione assistita a Belcolle, e una cinquantenne che sta trascorrendo la convalescenza nella propria abitazione. La terza sanitaria è di Capranica. “Elisa Iezzi – spiega il sindaco Pietro Nocchi – è a casa e sta bene. Era già a casa da oltre due settimane e, per l’importate lavoro che svolge a contatto con le persone più fragili, è stata sottoposta al tampone. Sfortunatamente sappiamo quanto chi quotidianamente è chiamato in prima linea rischi di contrarre il virus per aiutare gli altri. A loro va tutta la nostra ammirazione per la devozione con cui continuano a svolgere il proprio lavoro a servizio delle persone. Ricordiamoci però che serve l’impegno di tutti per uscire da questa situazione. E lo dobbiamo soprattutto a chi sta continuando a lavorare per noi, esponendosi di più al rischio. Chi ha la fortuna di poterlo fare, resti a casa”.
Tra gli ospiti, invece, una donna di Montalto di Castro che ha scoperto di avere il virus dopo essere stata dimessa da Villa Immacolata. La 92enne di Viterbo Bernardina Bartoli che, come ricostruito dalla figlia Luciana Manipoli, “era ricoverata al terzo piano (riabilitazione) della casa di cura e il 31 marzo è stata trasportata al pronto soccorso di Belcolle con grave insufficienza respiratoria ed è risultata positiva al Covid-19”. E un vignanellese. “Dal 20 febbraio era in degenza nella struttura riabilitativa – spiega il sindaco Federico Grattarola – e mercoledì sera è stato trasferito a Belcolle”.
Dopo le prime due tranche di tamponi, la Asl sta continuando a eseguire i test sugli ospiti e sui dipendenti di Villa Immacolata. “Al fine – spiega l’azienda sanitaria – di contenere la diffusione del virus nella casa di cura”. E ha chiesto alla struttura di individuare “immediatamente” i contatti diretti di chi è risultato positivo e di identificare gli spostamenti dei pazienti negli ultimi sette giorni. A preoccupare, in particolar modo, è un intero piano di Villa Immacolata. Il terzo per la precisione, ovvero quello dedicato alla riabilitazione. Per questo la Asl ha disposto “un’idonea sanificazione della palestra” e “la disinfezione e la separazione categorica degli spazi”. Il personale dovrà inoltre provvedere “all’individuazione e all’isolamento del droplet dei pazienti febbrili e alla rilevazione e al monitoraggio della temperatura corporea di tutti gli ospiti e di tutti gli operatori”. E ancora: “L’utilizzo di adeguati dispositivi di protezione per i sanitari e per gli addetti alle pulizie del piano interessato e l’indicazione a che tutti gli ospiti della struttura indossino le mascherine chirurgiche”.
Già da lunedì la Asl e la Prefettura avevano iniziato la sorveglianza e il monitoraggio di tutte le strutture sociosanitarie e socioassistenziali della Tuscia. È proprio in queste strutture, infatti, che sono ricoverati i soggetti più fragili e a rischio Covid-19 e, di conseguenza, sono potenzialmente a elevato rischio di focolai. Ad occuparsi della sorveglianza e del monitoraggio sono il Team operativo Coronavirus dell’azienda sanitaria e il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. A Villa Immacolata il Toc è già presente e operativo al suo interno. “Per garantire – sottolinea la Asl – un servizio di consulenza e di supporto, psicologico e infettivologico, agli operatori e agli ospiti, di monitoraggio dell’esecuzione delle disposizioni e di gestione di eventuali ulteriori situazioni meritevoli di un’immediata presa in carico”.


