Viterbo – “In questo periodo di pandemia e morti, la nascita di Luca è un barlume di speranza”. Giorgio Nicolanti, primario di ostetricia all’ospedale di Belcolle, racconta le sensazioni provate nel far venire al mondo il primo neonato viterbese da madre positiva al Coronavirus. “È stato un parto emozionante – dice -, che mi ha colpito al cuore e che ha segnato positivamente tutta la mia équipe”.
Il piccolo è nato un minuto dopo le 11 di ieri, sabato 25 aprile. È il terzo figlio di una 36enne di Viterbo. “Stanno entrambi bene – assicura Nicolanti -. Il bambino è bellissimo, è allegro e pieno di vita. Ha pianto subito e pesa 2 chili 980 grammi”. Luca, che significa luce, ha illuminato l’esistenza di sua madre e il reparto in cui è nato. “Reparto che – fa sapere il primario – gli infermieri Covid hanno decorato con un albero della vita, come buon auspicio e per dargli il benvenuto”.
Dottor Nicolanti, che esperienza è stata?
“Un’esperienza bellissima e commovente. Questo bimbo mi ha regalato tanta gioia, felicità e infinite emozioni. È stato un evento importante e straordinario, che mi ha colpito al cuore e che ha segnato positivamente la mia équipe. In questo periodo di pandemia e morti, la nascita di Luca è un barlume di speranza”.
Come stanno il piccolo e la madre?
“Bene e in buone condizioni di salute. Il neonato è bellissimo, è allegro e pieno di vita. Ha pianto subito e pesa 2 chili 980 grammi, il che vuol dire che è cresciuto benissimo nonostante la mamma abbia il Coronavirus. Al momento la donna è asintomatica, è tranquilla e se tutto procede come previsto tra qualche giorno potrebbe anche essere dimessa insieme al figlio”.
Per il momento però restano a Belcolle… La madre può già prendersi direttamente cura del bambino?
“Lo decideremo dopo l’esito del tampone eseguito su Luca. Il protocollo prevede che lo possa allattare al seno munita di mascherina e permetterebbe ai due di stare nella stessa stanza, ovviamente a distanza. Stanza che gli infermieri Covid hanno decorato con un albero della vita, come buon auspicio e per dare il benvenuto al bimbo”.
La preoccupa il risultato del test?
“Non eccessivamente, perché la stragrande maggioranza dei neonati risulta negativa. Il virus sembra non passare la placenta”.
Come è andata la gravidanza?
“È stata costruita nei minimi dettagli e seguita pedissequamente. Intorno alla 35esima settimana siamo venuti a conoscenza della positività della madre, e alla 37esima settimana l’abbiamo sottoposta a un controllo ecografico. La crescita del piccolo è risultata buona, con il virus che non aveva prodotto problematiche, e così abbiamo programmato il cesareo per la 39esima settimana”.
Ieri il parto…
“La signora è entrata a Belcolle con un percorso precedentemente studiato e protetto, che è poi stato immediatamente sanificato. È andata direttamente nella sala operatoria dedicata ai pazienti Covid, che è chiusa a pressione negativa: l’aria entra solo, in modo che il virus non possa uscire. E non c’è stato alcun intoppo”.
Anche lei indossava le protezioni. Come è stato far nascere Luca con tutti quei dispositivi addosso?
“Avevo la tuta e la visiera, due mascherine e tre guanti. La stessa mamma era in sicurezza. Certo, non mi era mai capitato di operare in quel modo. Ma non è stato particolarmente complicato”.
I parenti possono vedere il piccolo?
“Al momento no. Purtroppo sono positivi, e in questo caso i protocolli non lo consentono”.
A Belcolle ci sono altre donne in gravidanza positive al Coronavirus?
“Per ora no, anche perché la positività in gravidanza è un evento piuttosto raro”.
Raffaele Strocchia

