Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Una buona giornata a voi tutti che, con il vostro lavoro, raccontate ciò che accade attorno a noi e ci fate compagnia intelligente e istruttiva.
È dimostrato, specialmente per questo periodo, che il mezzo di comunicazione della rete è di grande aiuto e interesse.
Dobbiamo però capire che è sempre uno strumento che, essendo anche delicato, dovrebbe essere usato in maniera giusta, per rendersi utile a tutta la comunità.
Quello che si legge deve essere considerato e metabolizzato per farci capire che non tutti hanno lo stesso pensiero di sviluppo di un territorio.
Ogni essere umano è dotato di una propria mente e fortunatamente l’elaborazione dei messaggi letti, hanno pensieri diversi dal cosiddetto “pensiero unico”.
Il confronto delle idee e delle libere opinioni fa parte del tessuto democratico della società. Ricordiamoci che il bello e il buono sono presenti all’interno di ogni mente umana, occorre però saperli riconoscere.
Molti utilizzano i pensieri come critica, aumentando contrasti nella collettività con sviluppi negativi. Avere dei pensieri specialmente negativi, non è di aiuto per migliorare la condizione di vita di una società legata a un territorio.
La nostra comunità viterbese è storicamente destinata a subire il volere di altre persone che con autorità decisionale, pilotano grossi progetti, in altri territori, creando malcontenti per noi residenti nell’alto Lazio.
Ancora una volta le decisioni partono dalla città del basso Lazio, creando dissapori nella Tuscia.
Cari cittadini tusciani, dobbiamo capire che nulla ci è regalato e se vogliamo migliorare dobbiamo lavorare in sinergia di intenti, fra tutte le comunità dei sessanta centri del nostro territorio.
Le cose belle e buone che abbiamo le dobbiamo riconoscere da soli e metterle a profitto economico sociale, come fecero i nostri predecessori, che hanno saputo valorizzare il bello e il buono che la natura ci ha donato.
Gli Orsini del parco di Bomarzo, i Farnese del Palazzo di Caprarola, i Chigi del Palazzo di Soriano e altri non auspicavano per loro… le fermate del “frecciarossa, né di altri treni di altri colori.
Cerchiamo di mettere in moto i cervelli e sviluppare idee positive e costruiamo dei movimenti al posto delle fermate…
Grazie per quello che fate per la nostra collettività viterbese e buon lavoro.
Renato Petroselli
