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“La didattica a distanza diventerà un patrimonio delle università italiane”

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Viterbo - Mario Pireddu

Viterbo – Mario Pireddu

Viterbo - L'università chiude per il coronavirus

Viterbo – L’università chiude per il coronavirus

Viterbo - Santa Maria in Gradi

Viterbo – Santa Maria in Gradi

Viterbo – “La didattica a distanza diventerà un patrimonio delle università italiane”. Mario Pireddu è delegato del rettore dell’università degli studi della Tuscia per l’innovazione nella didattica. E oggi è in prima linea sul fronte della didattica a distanza che, ai tempi dell’emergenza Coronavirus, sta permettendo agli studenti di fare lezioni, tenere gli esami e laurearsi. 

“In tre settimane – ha detto Pireddu – siamo riusciti a erogare on line il 95% delle lezioni e siamo arrivati a quasi 7 mila video lezioni, più di 2 mila audio lezioni e ad attivare il servizio di lezioni in diretta”.

Professor Pireddu, che cosa accadrà da qui a qualche tempo all’università degli studi della Tuscia a proposito di didattica a distanza? 
“Ne parlavamo proprio adesso con gli studenti. Eravamo in diretta Instagram con il rettore e il delegato per i rapporti con gli studenti. Loro ci fanno domande di vario tipo. E abbiamo risposto”.

Come?
“Abbiamo cercato di rispondere subito. E questo da quando è partita l’emergenza. C’è stata una squadra che si è messa al lavoro. Io sono il delegato all’innovazione didattica, poi c’è tutta l’equipe ai servizi informatici e altri colleghi delegati. Siamo partiti abbastanza rapidamente, se consideriamo inoltre che altri atenei, persino più grandi del nostro, che sono stati fermi per settimane, noi siamo veramente a buon punto”.

E quali risultati avete ottenuto?
“In questo momento, il 95% dei corsi erogati di tutta l’Unitus è in modalità e-learning. Quindi quasi tutti il ragazzi hanno il loro corso on line. E quasi tutti i docenti si sono attrezzati. In tre settimane siamo poi arrivati a quasi 7 mila video lezioni, più di 2 mila audio lezioni e nell’ultima settimana abbiamo attivato il servizio di lezioni in diretta, oltre a quelle video registrate. E in questa modalità abbiamo fatto più di 100 ore”.

E gli studenti come stanno rispondendo?
“Bene. C’è qualcuno che ovviamente ha avuto qualche disguido”. 

Che tipo di disguido?
“C’è, ad esempio, chi ha una connessione non molto performante. Ma di solito scarica le lezioni. E anche quelle in video diretta le rendiamo disponibili appena finite. Diamo tutte le opportunità, a tutti gli studenti, di poter fare didattica normalmente”.

Come funziona una lezione on line?
“All’Unitus utilizziamo una piattaforma che si chiama Zoom che è integrata nella piattaforma Moodle, quella più diffusa. Lo studente, laddove vede video lezioni in diretta, deve solo cliccare ed entrare in un ambiente di video conferenza gestito dal docente ma in cui possono intervenire anche i ragazzi”.

Come?
“Gli studenti possono intervenire sia con la videocamera, sia con il microfono, sia condividendo il loro schermo. Il tutto è molto semplice, pratico e funzionale. E devo dire che, paradossalmente, questo momento di emergenza ha costretto un paese come il nostro, che su tante cose è un po’ resistente, a confrontarsi anche con queste dimensioni. Molti stanno scoprendo che la didattica a distanza spesso riesce a incentivare bene un rapporto fra docente e studente che, a volte, la didattica in presenza non garantisce”.

Quindi la didattica a distanza diventerà un modo d’essere dell’università della Tuscia che continuerà anche dopo l’emergenza Coronavirus…
“Certo che sì. La didattica a distanza diventerà un patrimonio delle università italiane. E quando riprenderà la vita normale, l’e-learning farà parte integrante del percorso di molti. Anche come supporto alla didattica in presenza, chiaramente. Io lo faccio da sempre”.

E con gli esami come farete?
“Anche questi si sono attivati. Si stanno tenendo i primi esami e abbiamo già discusso on line le prime tesi di laurea. Gli esami saranno telematici. Sia per quanto riguarda le prove scritte sia per quanto attiene quelle orali. In tal caso utilizziamo la piattaforma Meet di Google. Per le prove scritte la procedura è un po’ complicata perché prevede il riconoscimento del candidato e la sua osservazione continua mentre svolge l’esame. Questa prova poi viene registrata in modo che ci sia garanzia che tutto sia corretto. E poi la modalità di svolgimento prevede un’interazione fra lo studente che scrive e il docente che guarda. E questo in accordo con gli altri atenei italiani”.

Gli studenti quando potranno tornare alle lezioni in presenza?
“Questo ce lo devono dire i medici e il governo”. 

Secondo lei?
“Io penso che questo semestre è probabile che salti e che ormai si tenga in modalità on line. Ma questa è la mia sensazione. Siamo ormai ad aprile e il semestre finisce a maggio. Secondo me in aula non torniamo”.

Quindi gli studenti torneranno in aula il prossimo autunno…
“Secondo me sì. Anche se da quello che leggo, se non trovano un vaccino, ci sarà sempre un andamento così… e qualche contagio lo potremmo avere fino a primavera prossima. Ma sarà tutto più gestibile”. 

Primavera prossima significa primavera 2021? 
“Così leggevo. Mi sto informando un po’ a partire da quanto dichiarato dagli esperti di epidemiologia. E’ probabile che qualcuno verrà contagiato anche nei mesi a venire”. 

Invece, per quanto riguarda il personale amministrativo, per loro quando sarà possibile tornare sul posto di lavoro?
“Anche in tal caso penso che l’ateneo prenderà accordi con la Asl e i medici”.

Lei cosa pensa?
“Mi affido alle istituzioni sanitarie. E immagino che la Asl darà disposizioni in tal senso. Penso che sarà graduale anche lì”. 

Un’università senza la presenza degli studenti non rischia di diventare qualcos’altro? 
“Noi non siamo un’università telematica. E non rischiamo di diventarlo. Stiamo solo vivendo una fase emergenziale e la stiamo affrontando bene. Ma torneremo presto alle attività normali, appena ce lo consentiranno i medici e il governo. Capitalizzando però quanto è stato fatto in questi mesi. L’università è sempre stato un luogo di incontro. Fisico e adesso anche on line. E le due cose non sono in opposizione. Al rientro alla vita normale le faremo convivere in modo forte”. 

Daniele Camilli


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