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“Stiamo trasferendo i 4 anziani negativi in un agriturismo”

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Il sindaco di Celleno Marco Bianchi

Il sindaco di Celleno Marco Bianchi

Celleno zona rossa - Un posto di blocco

Celleno zona rossa – Un posto di blocco

Celleno – (s.m.) – “Resistiamo, almeno per ora. C’è preoccupazione, ma anche fiducia e solidarietà. Sono orgoglioso di come sta rispondendo la popolazione”. Marco Bianchi, sindaco di Celleno, quarta zona rossa del Lazio, tira un po’ il fiato rispetto ai giorni scorsi. Il telefono che squilla lo fa sempre sobbalzare: “Potrebbero essere persone che hanno bisogno. Cerco di rispondere sempre”. 

È stata una bella Pasqua. Festa a maggior ragione quando, ieri in tarda mattina, sono arrivati i risultati dei tamponi su un’altra casa di riposo di Celleno, Villa Acquaforte: tutti negativi, sia i 35 ospiti, sia i 15 dipendenti. È a pochi metri da Villa Noemi: 34 nonni positivi su 38, più 5 operatori con Coronavirus, asintomatici e in quarantena. È la struttura più colpita delle tre che si trovano in questo paese di 1300 persone, alle porte di Viterbo. 

“Davvero una buona notizia, quella di Villa Acquaforte – commenta il sindaco Bianchi -. Adesso aspettiamo l’esito del monitoraggio della terza struttura. Sono stati già eseguiti tamponi su tutti gli ospiti e i lavoratori. Speravamo di avere i risultati oggi (ieri, ndr). Arriveranno domani (oggi, ndr)”. Il terzo ospizio di Celleno è Villa Rita agli ulivi. A guardarle dall’alto, o con un cartina, le tre case di cura formano un piccolo triangolo in strada Acquaforte, a pochi metri l’una dall’altra. 

Quanti sono in tutto gli anziani nelle tre case di riposo?
“All’incirca 120. Una sessantina a Villa Rita agli Ulivi e poi 38 anziani più il personale a Villa Noemi, il resto a Villa Acquaforte. La asl ha mandato a Villa Noemi un medico e due infermieri fissi, poi c’è il nostro medico di base, che si occupava già degli ospiti di queste strutture con visite su richiesta. A Villa Noemi, purtroppo, abbiamo avuto una vittima, un ospite della casa di cura di nome Nazzareno. Qui sono rimasti 31 anziani, tre sono in ospedale e i quattro che restano, tutti negativi, li stiamo trasferendo in un agriturismo vicino. Così saranno protetti e potranno stare meglio”. 

C’è abbastanza personale sanitario ora, dopo le carenze iniziali, causa isolamento e quarantene dei lavoratori che si sono ammalati? 
“Sì. La situazione è stabile adesso”.

A nessuno è permesso uscire dalla zona rossa? 
“No, ma ci sono alcune eccezioni. Si entra e si esce solo per particolari necessità e per questioni inerenti la fornitura di servizi essenziali: cibo, luce, acqua, gas. Alcune persone vanno accontentate, nella loro esigenza di uscire/entrare: parlo di chi ha aziende agricole fuori dal paese e, quindi, deve prendersi cura delle coltivazioni e degli animali, che non possono essere abbandonati. Il settore primario è indispensabile anche per soddisfare il fabbisogno alimentare”.

In paese come va? Come stanno i cittadini? 
“Il clima è surreale, ma teniamo alto l’umore. Vedo molta solidarietà, fiducia e responsabilità. Ovviamente apprensione c’è, ma noi cerchiamo di tranquillizzare e, tra l’altro, segnali tranquillizzanti ci sono, perché al momento abbiamo otto positivi in paese, oltre ai 34 pazienti di Villa Noemi, ma anche i nuovi casi di ieri, uno a Celleno e uno a Villa Noemi, sono riconducibili ai focolai attualmente esistenti. Non ce ne sono di nuovi e questo è un dato confortante”. 

Cosa le dicono i cittadini? Che problemi le segnalano?
“Ci sono persone che, in questo momento, non possono andare a lavorare perché dovrebbero spostarsi fuori Celleno. Ma più o meno tutti si sono adeguati in modo composto, abbiamo avuto pochissime lamentele, anche sui social”. 

Quanto durerà la zona rossa? 
“Fino al 24 aprile, poi si dovrà esprimere la regione. O lascia decadere tutto e, quindi, il 24 automaticamente si riapre, oppure no. Ma se rimane tutto circoscritto, come in questo momento pare che sia, non ci dovrebbero essere problemi”.  

L’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato, il 10 aprile, ha detto che per Celleno si stanno valutando anche altre misure. Quali? 
“Si è pensato a uno screening ampio della popolazione, come a Nerola, altra zona rossa in provincia di Roma. Ma per ora è solo una possibilità sulla quale non c’è ancora una decisione”.


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