Milano – Le zone rosse “torneranno ad essere una delle misure importanti” nella cosiddetta Fase 2. Lo spiega l’epidemiologo dell’Istituto superiore di sanità Giovanni Rezza, secondo cui dopo il lockdown “sarà importante rafforzare soprattutto il controllo del territorio con l’identificazione rapida dei focolai, test, rintraccio e isolamento dei contatti e azioni di contenimento ed eventuale creazione di zone rosse”.
“C’è un trend di decrescita nel numero dei casi, ma il virus non sta scomparendo. Spesso si parla di nuovi contagi, ma si tratta in realtà di vecchie notifiche. Adesso è importante considerare comparsa dei sintomi” ha aggiunto Rezza.
Secondo il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, i dati sull’epidemia “raccontano la storia di un Paese con livelli di circolazione diversi” a seconda delle regioni.
L’istituto presenta anche i primi dati dell’osservatorio istituito per monitorare le Rsa per anziani. A partire dal primo febbraio i decessi avvenuti in queste strutture sono stati “fra 6mila e 7mila” e sintomi del virus “sono stati individuati in oltre il 40% dei deceduti, ma è difficile distinguere fra influenza e Covid-19”.
