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“La bestia maledetta se ne è andata, grazie agli angeli di Belcolle”

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Coronavirus - Da sinistra Fiorella Biribicchi con la figlia Nicoletta Isidori e il marito fuori Belcolle

Coronavirus – Da sinistra Fiorella Biribicchi con la figlia Nicoletta Isidori e il marito fuori Belcolle

Viterbo – (raff.stro.) – Contagiata dal Coronavirus, per più di un mese è stata ricoverata all’ospedale di Belcolle. Due settimane le ha trascorse anche in terapia intensiva, con le macchine che la aiutavano a respirare. Ma Fiorella Biribicchi, l’operatrice sociosanitaria di Villa Immacolata, è “finalmente tornata casa”. E lo ha fatto oggi, nel giorno del compleanno del marito. “Non ci aspettavamo di festeggiare così il compleanno di papà – scrive in una lettera a Tusciaweb la figlia Nicoletta Isidori -. Non vedevamo l’ora arrivasse questo giorno, e non ci sembra ancora vero. La bestia maledetta che ha reso la nostra vita un incubo se ne è finalmente andata, e quelle di oggi sono lacrime di gioia”.

Le emozioni che Nicoletta mette nero su bianco sono le stesse di mamma Fiorella. “La lettera – sottolinea – la scrivo anche a nome di mia madre che, nonostante la felicità di ritornare alla serenità, ha dovuto salutare i suoi angeli che dal 24 marzo l’hanno fatta sentire anche un po’ la loro mamma e che non hanno smesso un istante di confortarla, di spingerla a lottare e soprattutto non le hanno mai fatto mancare quel calore che avremmo tanto voluto donarle noi”.

Fiorella, sessantacinque anni, era tra i quattordici di Villa Immacolata ad aver contratto il virus. Ma lo ha combattuto come una vera guerriera, e con l’aiuto fondamentale degli operatori dell’ospedale di Viterbo. “Il nostro abbraccio e la nostra riconoscenza – afferma la figlia Nicoletta – va a tutto il personale di Belcolle. Ai medici e agli infermieri del pronto soccorso, agli angeli della terapia intensiva Covid-19, a quelli del reparto di sub intensiva e a tutti quelli di malattie infettive”.

Ognuno di loro è stato indispensabile per Fiorella. “Il nostro affetto, sincero, va a tutti – continua la figlia -. Senza distinzione. Medici, infermieri, operatori sociosanitari e delle pulizie. Alla psicologa che ci ha supportato durante questa tempesta, alle assistenti sociali e anche ai non in servizio che, insieme agli altri, ci hanno sempre tenuti aggiornati sullo stato di salute di mia madre. Sicuramente i miracoli esistono, e la mamma ne è l’esempio vivente. Ma credo che tutti loro, con la loro professionalità, umanità, dolcezza, cortesia e pazienza, abbiano contribuito affinché questo miracolo riportasse a casa mamma. Abbiamo tante loro foto e video insieme a ‘Fiorellina’, che conserveremo gelosamente per tutta la vita. Così come lei conserverà nel cuore ogni attimo di amore che le hanno regalato”.

In tanti, in questi lunghi trentasei giorni, hanno fatto scudo intorno a Fiorella. “Un grazie speciale anche a chi ha partecipato, pur se da lontano per colpa della pandemia, alla nostra battaglia. Ai colleghi, agli amici e anche ai semplici conoscenti che hanno rivolto una preghierina al Signore non facendoci mai perdere la speranza di rivedere quel sorriso che da quasi 43 anni illumina le mie giornate – conclude Nicoletta -. Ci auguriamo di cuore che tutti i malati che ancora combattono per la vita ricevano lo stesso dono che Dio ci ha dato: quello di poter raggiungere al più presto i propri cari e poterli tornare ad abbracciare. Grazie infinite a tutti. Ora, seppur da lontano, mi godo la mia mamma accanto al mio papà, che festeggiano questa giornata indimenticabile. Appena si potrà, andrò a sbaciucchiarli tutte e due. Per ora, lo faccio virtualmente”.


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