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“La chiusura delle librerie è stata una tragedia”

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Viterbo – “La chiusura delle librerie è stata una tragedia. La prima paura è perdere i contatti. La seconda è che la gente si abitui a comprare i libri on line”.

Anna Radicchio gestisce la libreria Etruria in via Matteotti che, come tante altre, il 20 aprile hanno riaperto i battenti dopo un mese e mezzo di chiusura dovuto all’emergenza Coronavirus.


Anna Radicchio

Anna Radicchio


“Attraverso i social – dice Radicchio – abbiamo mantenuto sempre un canale diretto con i nostri lettori, facendo proposte e commentando i libri che avevano letto. L’ultima settimana di chiusura abbiamo poi avuto il permesso di fare le consegne a domicilio ed è stata un’emozione incredibile perché sembrava di essere tornati indietro di 40 anni. Quando abbiamo aperto. E la cosa mi ha commosso”.


Libreria Etruria

Libreria Etruria


Situazione tragica, quindi. Così viene descritta da tutti i librai viterbesi. Anche se, una volta riaperte, “tanta gente – ha aggiunto Radicchio – è venuta. E altrettante sono state le telefonate. Una riapertura positiva. Un bel gesto di solidarietà da parte delle persone. Sarà però difficile riprendere i ritmi di prima. Noi ad esempio facevamo tante presentazioni. La libreria era anche un luogo di socializzazione. Adesso non lo so. L’importante però è resistere e trovare modalità nuove”.


Libreria Etruria

Libreria Etruria


Lo stesso punto di vista per Maria Teresa Altieri, titolare dei Salici, altra storica libreria viterbese in via Cairoli. 

“Tenere aperte le librerie – dice subito Altieri – è un dovere civico. Ma i problemi sono tanti e mi sento anche un po’ presa in giro. Come tutti. Giorni per presentare la domanda all’Inps per avere i 600 euro. Alla fine ho dovuto passare tutto al mio commercialista. Stessa cosa per gli altri finanziamenti promessi dal governo. Quando parlano sembra che ti devono dare i soldi lì, lì. Poi non succede. Ma sono soldi che ci servono perché un mese e mezzo di chiusura è un mese e mezzo di mancato incasso”.


Maria Teresa Altieri

Maria Teresa Altieri


Tuttavia, la riapertura è stata positiva anche per i Salici. “La gente – ha sottolineato Altieri – è stata contenta di trovare di nuovo le librerie aperte. Cosa comprano? Soprattutto romanzi. Per distrarsi ed evadere con un bel libro”.

In merito alle prospettive, invece, è ancora tutto da vedere. “Aspettiamo maggio – incalza Altieri – per vedere se ci liberano, se ci fanno uscire di casa. Dopodiché, con le persone di nuovo in strada, potremo fare le prime considerazioni in vista del futuro. Certo, se continua così, dovremo in qualche modo trovare altri sistemi”. 


Libreria i Salici

Libreria i Salici


Un’apertura, quindi, con pochi clienti. A parte il primo giorno. E con tutta una serie di norme e comportamenti da rispettare.

“Lavoriamo con tre persone al massimo”, spiega Emanuele Paris della libreria Fernandez in via Mazzini. Storico punto di riferimento per gli amanti della lettura. Nonché una libreria che nel corso degli anni ha dato vita e sviluppato una casa editrice prestigiosa, Sette città.


Emanuele Paris

Emanuele Paris


“Seguiamo le norme indicate – prosegue Paris -. Pulizie due volte al giorno. Disinfettiamo tutto. Guanti, mascherine e un pannello di plexiglas di fronte alla cassa per i pagamenti”.

Ma anche in tal caso i contraccolpi della chiusura, e i chiari di luna delle possibilità a venire, sono stati durissimi. “Vediamo probabilmente compromesso il lavoro sullo scolastico – commenta Paris – che è una delle nostre principali attività. Per il resto affrontiamo la cosa cercando di essere positivi e di fare il nostro meglio”. Nonostante il traffico ridotto di gente.


La libreria Fernandez

Libreria Fernandez


Infine, due curiosità. “Il primo giorno di apertura le persone hanno acquistato soprattutto i libri di Luis Sepulveda”, scomparso qualche giorno fa a causa del Coronavirus. La seconda. “A un certo punto – conclude Emanuele Paris – è arrivato anche un ragazzo che ha fatto scorta di classici latini e greci. Non si sa mai”.

Daniele Camilli


Multimedia: Fotocronaca: Riaprono le librerie – Video: Librerie, paure e prospettive


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