![]() Elio Marchetti ![]() Sport – Motocross – Il team Marchetti Ktm |
Viterbo – L’allarme di Elio Marchetti non potrebbe essere più forte: “La pandemia di Coronavirus rischia di far morire il mondo dello sport”. L’imprenditore viterbese, proprietario del team Ktm Marchetti Racing nel campionato del mondo di motocross, guarda oltre la fine dell’emergenza sanitaria e disegna uno scenario a tinte scurissime: “Quando tutto sarà tornato alla normalità, serviranno soluzioni importanti, perché con l’economia bloccata il futuro di tante squadre, in tutti gli sport, è in serio pericolo”.
Com’è la situazione attuale del campionato del mondo di motocross?
“Abbiamo corso le prime due gare, poi ci siamo fermati proprio alla vigilia della partenza per il gran premio d’Argentina. Avevamo già pagato voli e alberghi, ma per fortuna non la spedizione delle moto. Ieri l’organizzatore del campionato ci ha comunicato che le gare riprenderanno a data da destinarsi: ovviamente, essendo una competizione mondiale, bisogna attendere che riaprano tutte le frontiere. Quasi certamente alcuni eventi verranno cancellati, ma al momento non c’è nessuna previsione”.
Cosa fanno i piloti del suo team in questo periodo di pausa?
“Quello che fanno tutti. Si allenano a casa, facendo attività fisica, ma non possono andare in moto, perché le piste sono chiuse in tutta Europa”.
Servirà un periodo di allenamenti per rimettersi in forma prima di tornare a gareggiare?
“Se le piste riaprono in tempi brevi, penso che con una ventina di giorni di allenamenti si potrà pensare di tornare a correre. Lo stop è arrivato a campionato in corso, quindi non si dovrà ripartire da zero. Se però restiamo fermi altri tre mesi, è chiaro che 20 giorni non potranno bastare. Se non altro, i piloti sono tutti allo stesso livello, visto che nessuno può andare in moto”.
A livello economico questa sosta avrà ripercussioni?
“Il danno grave arriva dai rapporti commerciali con gli sponsor. I team di motocross, come molte altre squadre sportive, si reggono sulle sponsorizzazioni. Ma se l’economia è ferma, le aziende non fatturano e tagliano le spese, in primis la pubblicità. È un cane che si morde la coda: senza sponsor, la squadra resta senza soldi ed è costretta a chiudere”.
Come se ne uscirà fuori?
“La situazione è molto complessa e sicuramente arriveremo alla fine dell’anno con danni così grandi che tanti team non riusciranno ad andare avanti. I team hanno già fatto gli investimenti per la stagione: abbiamo comprato moto, ricambi, bilici, organizzato trasferte, firmato i contratti con i piloti e i tecnici, che stiamo pagando anche senza correre. Il motocross è uno sport costoso, ma povero allo stesso tempo: servono grandi investimenti per correre, ma ci sono pochi sponsor che supportano. Se saltano i partner che ci permettono di coprire le spese, non so proprio come se ne potrà uscire fuori”.
Sarà possibile recuperare, magari allungando la stagione oltre la sua chiusura naturale?
“I contratti coi piloti e le aziende scadono il 30 settembre: se il mondiale riprenderà, si andrà sicuramente oltre quella data, quindi bisognerà rivedere tutto. Ma a oggi, finché non sappiamo se e come si riorganizzerà il calendario, è inutile parlarne”.
Che tipo d’intervento si aspetta dalle istituzioni dello sport?
“Il sostegno delle federazioni sarà sicuramente importante, perché qui rischiamo di far morire lo sport. E ripeto, parlo del motociclismo come di qualsiasi altra disciplina. È chiaro che siamo davanti a una situazione senza precedenti, quindi anche le istituzioni stanno aspettando di capire come si evolve. Il problema è enorme, ma in questo momento non possiamo fare nulla”.
Se dovesse fare una previsione, quando s’immagina un ritorno alla normalità?
“Tenendoci molto ottimisti, in Europa si potrebbe ripartire verso fine giugno e magari tornare a correre a luglio. Ma i danni ormai sono fatti, senza contare che per il 2021 salteranno tanti sponsor. Comunque dobbiamo guardare una cosa alla volta: intanto speriamo di sapere il prima possibile quando riprenderà la vita normale”.
Alessandro Castellani

