- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Le attività soffrono e noi abbiamo paura per il futuro”

Condividi la notizia:

Ermanno Fiorentini (Cna)

Ermanno Fiorentini (Cna)

Viterbo – “Le attività soffrono e noi abbiamo paura per il futuro”. Ermanno Fiorentini, presidente dell’associazione Cna Viterbo panificatori e pasticceri, non nasconde la sua preoccupazione. L’emergenza coronavirus sta incidendo sull’economia del paese. Le misure restrittive per il contenimento della diffusione del Covid -19 impongono uno stop a molte attività. A essere fortemente coinvolto il settore della pasticceria. A livello produttivo saltano le festività, che sono linfa vitale.

Abbiamo paura – spiega Fiorentini – perché non sappiamo cosa ci possa prospettare questo futuro. Penso ai giovani che da poco sono nel settore. Penso agli operai, perché se chiude un’attività come la nostra anche loro ci vanno di mezzo”. Non manca però la voglia di ricominciare e mettersi in gioco. Anche se alcuni interrogativi restano. Quando si ripartirà? E soprattutto, come?

Come stanno reagendo le attività in questo periodo di emergenza?
“I panifici, fornendo beni di prima necessità sono aperti. Purtroppo però il trend degli introiti è molto molto basso: il fatturato mensile è calato per il 70% ma anche 80% in alcuni casi. Poi ci sono le spese delle utenze che gravano sul bilancio. Alla fine del mese purtroppo chi è in affitto deve pagare. E così ci rimettono per primi i dipendenti, in tanti sono stati messi in cassa integrazione. Poi ci sono le pasticcerie. Noi come pasticcerie della Cna di Viterbo abbiamo deciso all’unanimità, dopo che è uscito il primo decreto, di chiudere. Abbiamo adottato la politica dello ‘stiamo chiusi per riaprire poi il prima possibile’. Noi abbiamo deciso di non continuare la produzione dolciaria perché tanto gli assembramenti nelle famiglie, che normalmente avvengono per la festa di San Giuseppe o Pasqua, ad oggi non ci sono e abbiamo deciso all’unanimità di non effettuare le consegne a domicilio. Questo perché secondo noi fare consegne può essere rischioso per la salute di chi ordina a casa e di chi porta il prodotto. La prima cosa è la salute. Alcuni nostri colleghi, non appartenenti alla nostra associazione, hanno deciso per le consegne a domicilio. Le leggi lo consentono. Anche se in alcune regioni, come la Campania, c’è il governatore che ha deciso di non far consegnare a domicilio pizza o dolci. Insomma il governatore ha chiesto di non consegnare beni di prima necessità. Ha anche disposto che i panifici possano produrre solo beni di prima necessità e dove ha trovato irregolarità ha fatto chiudere le attività”.

Pasqua è alle porte. Come fanno a contrastare le mancate vendite?
“Per le pasticcerie è venuto a mancare il lavoro che veniva dato dalle festività come quella di San Giuseppe o la Pasqua. Per non parlare di cresime, comunioni. Erano fondamentali per noi. Un incremento al fatturato. Sono venuti a mancare diversi introiti che purtroppo non possono essere ammortizzati dalle consegne a domicilio. Speriamo che tutto ciò non ci ricada troppo sulle spalle nei prossimi mesi. E poi penso al giorno in cui potremo riaprire. Il problema sarà capire ‘quando’ e ‘come’. Bisognerà capire come regolare l’afflusso a determinate condizioni”.

Ma chi aveva già i prodotti pronti?
“Le festività sono una bella linfa vitale. San Giuseppe per esempio è la festività numero uno per il nostro settore in Italia. Anche Pasqua è una grande spinta economica. Fortunatamente in pochi avevamo già preparato le colombe perché vengono confezionate negli ultimi giorni a ridosso della Pasqua. Certo è che con le uova ci eravamo avvantaggiati e rimarranno invendute. Per fortuna il cioccolato non è un prodotto deperibile al momento e quindi lo potremmo mettere sotto vuoto e riutilizzare. Ovviamente questa è una parte della nostra produzione. Ho un collega fuori della provincia di Viterbo che produce solo uova di cioccolato e si trova veramente in difficoltà. Quando l’ho sentito piangeva. Purtroppo siamo una categoria che è rimasta a terra”.

Qual è il sentimento dominante in questa situazione?
“Soffriamo e abbiamo paura per il futuro. Abbiamo paura perché non sappiamo cosa ci possa prospettare questo futuro. Penso ai giovani che da poco sono nel settore. Penso agli operai perché se chiude un’attività come la nostra anche loro ci vanno di mezzo. Ci chiediamo se riusciremo a tirare fuori un reddito per tutti”.

Si può ricominciare?
“Prima di tutto dobbiamo per forza ricominciare. Dobbiamo vedere cosa succederà. Non torneremo a fare una vita normale dall’oggi al domani. Speriamo però che con le dovute cautele le cose possano migliorare. La preoccupazione è cercare di riuscire a ‘tirare fuori la giornata per tutti’. I politici però devono capire che nelle aziende non c’è solo il proprietario e i soci, ma ci sono anche gli operai. E loro purtroppo in tanti casi sono i primi ad andarci di mezzo”.

Di qui a breve qualche iniziativa per la pasticceria di Cna?
“Alcune attività di Cna hanno prodotto della pizza bianca e oggi sarà distribuita alla protezione civile. Come Cna siamo sensibili a queste iniziative. Era già successo per la festività di San Giuseppe. Avevamo distribuito le frittelle di San Giuseppe a sanitari e forze dell’ordine, che tutti i giorni sono in prima linea in questa emergenza”.


Condividi la notizia: