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Le tredici regole per la riapertura delle aziende

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Lavoro

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Operai al lavoro

Operai al lavoro

Roma – Riapertura delle aziende e ritorno al lavoro. Fase 2 della lotta al Coronavirus. Sanificazione, informativa anticontagio per i lavoratori, precauzioni, dispositivi e organizzazione aziendale. Quali sono le regole da seguire a partire dal 4 maggio, quando inizierà il lento, e si spera progressivo, ritorno alla normalità.

Il punto di riferimento, per capire cosa fare, è di fatto la nota dell’istituto nazionale del lavoro (Inl) numero 149 del 20 aprile che evidenzia, passo dopo passo, i controlli che saranno effettuati nelle fase 2 e riporta anche il protocollo d’intesa siglato tra governo e sindacati il 14 marzo.

Sono 13 i punti ai quali le aziende dovranno attenersi in vista della riapertura.

– Informazione.
– Modalità di accesso in azienda.
– Modalità di accesso dei fornitori esterni.
– Pulizia e sanificazione in azienda.
– Precauzioni igieniche personali.
– Dispositivi di protezione individuale.
– Gestione spazi comuni.
– Organizzazione aziendale.
– Gestione entrata e uscita dei dipendenti.
– Spostamenti interni, riunioni, eventi interni e formazione.
– Gestione di una persone sintomatica in azienda.
– Sorveglianza sanitaria, medico competente e Rls.
– Aggiornamento del protocollo di regolamentazione.

I passaggi probabilmente più complessi riguardano l’ingresso in azienda, la santificazione, le precauzioni igieniche e i dispotici di protezione individuale, lo smartworking e la rimodulazione dei turni di lavoro 

Per quanto riguarda, ad esempio, l’ingresso in azienda, ad ogni dipendente deve essere controllata la temperatura corporea. Se è superiore ai 37 gradi e mezzo, il dipendente verrà isolato e a sua volta dovrà chiamare il proprio medico curante. Non solo, ma il datore di lavoro deve informare i lavoratori che non potrà entrare in azienda chi ha avuto contatti con soggetti positivi al Coronavirus negli ultimi 14 giorni. La stessa cosa vale per chi proviene da zone a rischio.

Anche per i fornitori vanno individuate specifiche procedure di ingresso e uscita, evitando il contatto con il personale. 

Non solo, ma l’azienda dovrà predisporre servizi igienici dedicati al personale esterno.

La sanificazione è inoltre un altro passaggio importante. La pulizia deve essere giornaliera, e a fine turno, la sanificazione periodica. Tastiere, mouse e schermi, tanto per evidenziare alcuni aspetti, dovranno essere tenuti puliti con detergenti adeguati.

Per quanto riguarda poi le precauzioni igieniche e i dispositivi di protezione individuale, tutti, datore e lavoratori, devono pulirsi frequentemente le mani e mettere guanti, occhiali e mascherine, mantenendo ovviamente la distanza gli uni dagli altri come previsto dai decreti governativi. Il datore di lavoro dovrà dichiarare la conformità dei dispositivi di protezione indiviaduale adottati in azienda.

Lo smartworking sarà infine uno dei passaggi chiave della fase 2, così come la riorganizzazione dei turni di lavoro.

Lo smartworking va utilizzato per tutte quelle attività che possono essere svolte a distanza o direttamente presso la propria abitazione.

L’ispettorato del lavoro verificherà infine l’attuazione di piano di turnazione dei dipendenti, diminuendo al massimo i contatti e creando gruppi riconoscibili.

Daniele Camilli


– La nota 149 del 20 aprile dell’istituto nazionale del lavoro


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