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L’ex difensore Giacomo Marini: “Conosco Cipollini, mi ha presentato lui Lanfoldi”

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Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri

Giallo di Ronciglione - L'avvocato Giacomo Marini, difensore dell'imputato

Giacomo Marini – Ex difensore dell’imputato

Claudio Cipollini Macrì alias zio Rocco

Claudio Cipollini Macrì – Il supertestimone a Chi l’ha visto?

Ronciglione – “Cipollini? Mi ha presentato lui Lanfoldi”, l’ex difensore Giacomo Marini parla del supertestimone. Tra i grandi processi per omicidio rimasti sospesi davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo spicca quello a Andrea Landolfi, il trentenne romano accusato di avere ucciso, gettandola dalle scale, la fidanzata 26enne Maria Sestina Arcuri. 

Doveva entrare nel vivo il 30 e 31 marzo, con i primi testimoni dell’accusa. A ritmi e orari serrati. Il presidente Gaetano Mautone, il 10 febbraio, aveva preannunciato che, per sveltire i tempi data la mole di testimoni e consulenti, si sarebbe cominciato alle 10 del mattino andando avanti a oltranza fino alle cinque del pomeriggio. 

Poi è scoppiata in tutta la sua drammaticità la pandemia di Coronavirus e il mondo si è fermato. Saltate le prime due udienze dedicato all’ascolto testi, si dovrebbe tornare in aula il 27 aprile.

Nel frattempo una serie di colpi di scena ha rimescolato ancora una volta le carte in tavola. A fine marzo Landolfi ha cambiato nuovamente avvocato, nominando Serena Gasperini e Daniele Fabrizi, mentre il primo aprile è spuntato un supertestimone, l’ex detenuto laureato in giurisprudenza Claudio Cipollini Macrì, che ha chiesto un colloquio con il pm Franco Pacifici per “importanti rivelazioni”, spiegando, nel corso di un’intervista a Tusciaweb, di non essere il solo a poter fornire elementi nuovi alla procura. Intanto assieme all’avvocato Giacomo Marini se ne sarebbe andata anche la consulente psicologa Anna Maria Casale, che avrebbe dovuto dire per la difesa il perché della inattendibilità della testimonianza “incriminante” del figlio di 5 anni di Landolfi. 

Era la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019 e dopo la falsa partenza dello scorso 9 dicembre, dovuta al cambio della difesa, col passaggio di testimone dall’avvocato Luca Cococcia al collega Giacomo Marini, che ha fatto saltare la prima udienza, il 10 febbraio si è giunti all’ammissione prove, quando a sorpresa si è costituita parte civile contro il nipote la nonna Mirella Iezzi, assistita dall’avvocato Gianluca Fontana.

L’anziana, che ha sempre sostenuto la versione di Andrea della caduta insieme dalle scale, sarebbe stata malmenata mentre cercava di soccorrere Sestina, la notte che è precipitata dalla scale della sua abitazione di Ronciglione, motivo per cui Landolfi è imputato, oltre che di omicidio volontario e omissione di soccorso, anche di lesioni aggravate. L’udienza si è chiusa con l’annuncio da parte del difensore Marini di un’istanza di revoca della misura di custodia cautelare nel carcere di Regina Coeli, dove l’imputato è recluso dal 25 settembre scorso, e di concessione degli arresti domiciliari in un struttura protetta. 


Parla Giacomo Marini, ex difensore di Landolfi

Un testimone inattendibile Claudio Cipollini per gli avvocati Serena Gasperini e Daniele Fabrizi, secondo i quali “la procura saprà valutare” e non sarebbe un caso che Cipollini, attualmente ai domiciliari, si sia palesato in concomitanza con la revoca del mandato a Marini, che chiama “prof” e col quale collabora tramite la società Legal Consulting-Associazione avvocati CRM, acronimo che sta per Claudio Cipollini Macrì. 

A proposto dei rapporti tra Marini e Cipollini, Tusciaweb ha posto alcune domande all’ex difensore di Landolfi.

Avvocato Giacomo Marini, dopo la revoca del mandato ha più parlato coi familiari di Landolfi o con il suo ex assistito?
“Assolutamente no, non ho avuto più avuto alcun contatto con nessuno di loro. Anzi, non ho ancora trasmesso nemmeno la parcella per il pagamento del mio onorario. E’ l’unico atto che mi resta da fare”.

Le risulta che anche i suoi consulenti abbiano lasciato?
“Mi risulta che abbia lasciato il caso la psicologa Anna Maria Casale, da me citata tra i consulenti della difesa, che avrebbe dovuto riferire in aula sulla testimonianza del figlio di Landolfi”.

Parliamo dei suoi rapporti con Claudio Cipollini. Il presunto supertestimone la chiama familiarmente “prof”. Come vi siete conosciuti?
“Cipollini è un mio cliente, lo conosco da tanti anni e ha presentato lui la mia persona a Andrea Landolfi e alla sua famiglia, suggerendo il mio nome per  la difesa. Mi chiama ‘professore’ simpaticamente perché gli ho fatto delle lezioni di procedura, ma io non sono professore. Lui mi chiama così scherzando”.

Guarda caso, dicono i nuovi difensori di Landolfi, Cipollini decide di parlare dopo la revoca di Marini. Secondo lei è attendibile?
“E’ una valutazione che non spetta a me”.

Lei è uno degli avvocati che collaborano con la società di consulenza di Cipollini. Di cosa si occupa precisamente la Legal Consulting?
“Per quanto mi risulta, essendo stato lui stesso un detenuto ed essendosi laureato in giurisprudenza in carcere, per cui ha delle competenze, Cipollini consiglia le cose da fare ai detenuti e anche i nominativi degli avvocati cui possono rivolgersi in base ai rispettivi casi”.

Cipollini a Tusciaweb ha detto di non essere avvocato, non potendosi iscrivere fino al 2023. Ma sui social e più in generale sul web girano delle foto che lo ritraggono con un tesserino dell’ordine di Roma. C’è una spiegazione?
“Non so nulla di queste circostanze, bisogna chiederlo a lui”.

Come vengono contattati i detenuti nelle carceri? Cipollini dice che la Legal Consulting ha 271 assistiti a difesa in tutta Italia…
“Per quanto mi risulta sono i detenuti che contattano lui”

Sapeva che Cipollini, secondo lui già a dicembre, aveva ricevuto in carcere delle rivelazioni compromettenti da Landolfi sul caso Arcuri?
“Sul punto non posso rispondere per essere stato il difensore di Andrea Landolfi, quindi ho il segreto professionale”.

Come giudica, se vuole e può dirlo, la richiesta di un colloquio col pm Franco Pacifici di Cipollini?
“Questa è una cosa che deve decidere il signor procuratore, se ritiene utile la testimonianza”.

Silvana Cortignani
 


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