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Lo zio di Landolfi: “La sera, quando beve, Andrea cambia”

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Giallo di Ronciglione - Lo zio di Landolfi a Quarto Grado

Giallo di Ronciglione – Lo zio di Landolfi a Quarto Grado

Andrea Landolfi

Andrea Landolfi

Giallo di Ronciglione - Lo zio di Landolfi a Quarto Grado

Giallo di Ronciglione – Lo zio di Landolfi a Quarto Grado

Ronciglione – (sil.co.) – Giallo di Ronciglione, è proseguito a Quarto Grado il botta e risposta a distanza tra il supertestimone Claudio Cipollini, coordinatore dell’ex staff difensivo di Landolfi, e i nuovi difensori di Andrea, la coppia di avvocati, nel lavoro e anche nella vita, Daniele Fabrizi e Serena Gasperini.

Cipollini, che a dicembre avrebbe raccolto le ammissioni di Landolfi, ha ribadito: “È avvenuto nel repartino psichiatrico telecamerato di Regina Coeli. Siamo tornati due volte sull’argomento e la seconda ho avuto conferma che era stato tutto registrato, perchè poi non mi fecero più entrate in quel reparto e seppi successivamente che c’era un’indagine interna all’istituto penitenziario”.

“Ci si difende da degli atti che raccoglie la procura, non da dei testimoni spuntati così, in dei momenti particolari”, ha detto Serena Gasperini. L’avvocato Daniele Fabrizi ha invece sottolineato: “Per me Cipollini non è nessuno, processualmente non esiste”.
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Lo zio di Andrea che ha soccorso la nonna quella notte

In trasmissione anche il genero di Mirella Iezzi, la nonna di Andrea Landolfi, anche lei indagata per omissione di soccorso, nonchè false dichiarazioni. Tra l’altro, avrebbe fornito più versioni su come si sarebbe fratturata tre costole, con una prognosi di 40 giorni, per cui il nipote è imputato, oltre che di omicidio volontario, anche di lesioni aggravate.

La Iezzi a Tusciaweb ha detto che il venerdì precedente era già caduta da una scala di ferro e che Andrea le ha dato una spinta per soccorrere lui Sestina.

Verso le due della notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019, l’anziana avrebbe chiamato la figlia, a Campagnano, per dirle che si trovava al primo soccorso dell’ospedale di Ronciglione. La figlia avrebbe passato la madre 81enne al marito.

“Al telefono ho sentito Mirella Iezzi discutere con due signore che stavano, cui lei diceva che le faceva male il costato – ha spiegato il testimone – loro le dicevano che non potevano fare niente e che doveva andare a Belcolle. Io allora le ho detto di aspettarmi a piazza della Nave, a Ronciglione, che sarei passato a prenderla per accompagnarla in ospedale a Roma”.

“Mi ha detto che i ragazzi erano caduti dalle scale e Andrea era quello che si era fatto più male, perchè si era fatto male al bacino, e che Sestina si era rialzata con lei. Che lei ci aveva parlato e tutto quanto e l’aveva anche aiutata a raccogliere delle cose che stavano per terra. E che mentre cadeva, lei si era spostata e aveva dato un colpo al tavolo col fianco. Quello che ha detto ai carabinieri”.

“Dopo ho saputo che Sestina era caduta, lei ha fatto per andare a aiutare Sestina ad alzarsi, Andrea l’ha scansata col braccio e le ha dato un colpo”, ha proseguito.

“Io penso che non me l’abbia detto perchè io sono sempre stato abbastanza critico nei confronti di Andrea. Di giorno è un ragazzo splendido, la sera, mi dicono, quando beve cambia, diventa nervoso, grintoso. E poi è un ragazzo che piace molto alle ragazze”.

“Io Mirella in auto l’ho vista molto tranquilla, mi ha detto che loro erano andati tutti a dormire”, ha proseguito lo zio, che l’ha accompagnata in ospedale a Roma, facendo prima una sosta a casa, a Campagnano.

“Mia moglie era al telefono con Andrea, che si sentiva aveva la bocca un po’impastata, non era lucidissimo, e le ha detto che Sestina non stava bene”.

“Non stava bene, perchè le usciva sangue dalle orecchie. Io ho detto immediatamente a mia moglie che doveva dirgli di chiamare subito l’ambulanza o di portarla in ospedale, perchè non era normale. Io ho fatto il subacqueo per tanti anni. E poi si sa che se esce il sangue dalle orecchie è una cosa pericolosissima. E lei glielo ha detto”.

“Posso credere che hanno baccaiato, ma che lui abbia fatto volontariamente un atto simile per fare del male a questa ragazza, di cui lui era innamoratissimo, non ci credo”, ha concluso lo zio di Andrea Landolfi.
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Cipollini: “Non sono un cialtrone”

“Non sono un cialtrone come la famiglia Landolfi vuole farmi apparire”, replica Claudio Cipollini a chi mette in discussione la sua attendibilità come supertestimone.

“Tra l’altro sul gruppo detenuti liberi una delle moderatrici era proprio la zia di Andrea Landolfi, che in maniera autonoma poteva scrivere ciò che voleva senza approvazione alcuna. Mi domando come questa famiglia possa essere subdola e meschina”.

“Quelle foto che si vedono in emittenti televisive – prosegue – sono evidentemenre segno di un gioco tra un gruppo staff che mi ritraggono sul letto e con scompostezza, cosa che non avrei mai fatto qualora avessi dovuto postare delle foto che mi avrebbero pubblicizzato. Purtroppo il mio passato non è stato dei migliori ma non ho mai e dico mai asserito il contrario. Come scritto alla presentazione dei miei gruppi, è evidente, ben chiaro ‘sono un ex detenuto’, tra l’altro c’è scritto e firmato ‘uno di voi'”.

“Gli attacchi mediatici vanno a screditare la mia persona solo ed esclusivamente con l’intento di farmi perdere di credibilità. Bene, mi metterò in contatto con il difensore della povera Arcuri per essere inserito nella loro lista testi unitamente ad altro detenuto a conoscenza dei fatti”.

“Aggiungo – spiega Cipollini – che nel repartino psichiatrico della seconda sezione di Regina Coeli passavo per prestare assistenza legale gratuita e conforto ai detenuti, pronto a citarli uno ad uno. Intervenni anche per non far mandare il Landolfi nella sezione precauzionale, perché i detenuti stessi non accettano alcuni tipi di reato. Esiste un ideologia carceraria contro il femminicidio ed ogni forma di violenza verso donne anziani e bambini”.


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