Viterbo – Muore operatore di Villa Immacolata.
Daniele Tundo aveva 42 anni, viterbese. La notizia della sua morte si è sparsa ieri in città.
Tundo lavorava nella casa di cura Villa Immacolata, a San Martino al Cimino.
Una delle strutture sanitarie viterbesi più duramente colpite dall’emergenza Coronavirus. Era ricoverata qui una delle ultime vittime del Covid-19 nella Tuscia: si chiamava Ferdinando Di Marco, 81 anni, trasferito da Villa Immacolata al reparto malattie infettive di Belcolle, dov’è poi deceduto.
In 14, tra personale e anziani ospiti della casa di cura a San Martino, sono risultati positivi al virus.
L’operatore di Villa Immacolata, Tundo, però non è risultato positivo al test per il Coronavirus, secondo quanto accertato. Ed è morto per le complicanze di un improvviso malore di tutta altra natura.
Una morte che lascia il vuoto nei suoi familiari e amici. Tanti, in questi giorni, hanno incrociato le dita per lui, sperando che Daniele potesse farcela. Ieri, la triste notizia e la sua bacheca Facebook tappezzata di messaggi di sincero cordoglio. Segnale che erano in tanti a volergli bene.
Tundo era infatti molto conosciuto in città e stimato per la sua attività professionale e non solo. Sposato, lascia la moglie e una bambina.
“Oggi un angelo ha lasciato la terra per tornare in paradiso – scrive su Facebook un amico di Daniele -. Mi mancherai carissimo amico mio. Sei e rimarrai nei miei pensieri! E’ un onore averti conosciuto e aver condiviso tanti momenti indimenticabili. Hai lasciato un vuoto e un dolore devastante dentro di me e a tutte le persone che ti hanno voluto bene che credimi sono praticamente tutte perché con il tuo modo di essere trasmettevi solo cose buone”.

