Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Per avere una ripresa efficace dell’economia cittadina è necessario avere idee chiare e buone basi di partenza.
Siamo convinti che bisogna tornare a riaprire al più presto la città, seppur con la necessaria cautela, perché il nemico è tutt’altro che sconfitto, ma che soprattutto sia necessario mettere in campo la migliore strategia per tornare a riempire, in qualche modo, piazze, negozi e locali e far girare insieme alle persone anche l’economia.
L’apertura nel deserto potrebbe essere anche peggiore dello stare chiusi.
Come consiglieri comunali, oggi all’opposizione, ci stiamo interrogando, come dimostrano i molti interventi di questi giorni, su come svolgere al meglio e in maniera costruttiva il nostro ruolo al servizio della città.
Nell’attesa di un auspicabile confronto con le forze di maggioranza tuttavia non possiamo che sottolineare come ci siano delle solide basi gettate anche nella precedente amministrazione, da cui ripartire.
Addirittura in questa fase così difficile alcune potrebbero risultare addirittura tra le carte vincenti per Viterbo.
Con la imminente riapertura dei musei e delle mostre d’arte (di cui con questa giunta si è persa ogni traccia) i primi eventi che potranno e dovranno rimettere in moto il turismo nazionale, giocherebbe un ruolo di primo piano il museo di Sebastiano del Piombo pensato e fortemente voluto per la valorizzazione dei portici del Comune dall’amministrazione Michelini, che dopo due anni dall’insediamento questa giunta non ha ancora fatto partire.
Nella situazione odierna poi, avrebbe fatto la parte del leone (in un anno in cui c’è il concreto rischio di non vedere la macchina reale) completando la riqualificazione di piazza del Comune, il museo multimediale della macchina di Santa Rosa, la cui proposta, debitamente finanziata con risorse comunali dagli scriventi in sede di bilancio, un anno fa, fu invece bocciata dalla giunta attuale con la irrealizzata promessa che si sarebbe fatto con non precisati altri fondi, mai arrivati.
Un anno e una occasione persa.
Tali importanti iniziative (per il museo di Sebastiano del Piombo nutriamo ancora la speranza di vederlo aperto almeno in estate) affondano le radici in una precisa idea di città a vocazione turistico culturale e formano insieme ad altre, ereditate dalla giunta Michelini, un piano da cui ripartire, purché si riesca finalmente a portare a termine i lavori.
Così come oggi riveste ancora più importanza, per il turismo post Covid 19, la realizzazione dell’area camper a ridosso di Pianoscarano che con l’amministrazione precedente abbiamo finalmente realizzato, dopo anni di inutili promesse, e che, inspiegabilmente, non risulta essere ancora aperta. Con la stagione estiva ormai alle porte ed un turismo solo interno i camperisti in questi momento potrebbero fare la fortuna di molte città attrezzate come la nostra.
Inoltre è assolutamente indispensabile che, dopo due anni, questa amministrazione riesca a completare la grande opera di bonifica di copertura dell’Urcionio con la realizzazione del parcheggio turistico con annesso bike sharing fuori le mura ideato e finanziato dalla giunta Michelini.
Tale opera è il punto di partenza di quel circuito turistico culturale sviluppato nella precedente consiliatura che vede in porta Faul, nodo cruciale tra le terme e il centro storico, l’hub turistico della città di cui gli ascensori (realizzati sempre dalla passata amministrazione, ma ideati e finanziati dalla giunta Marini) sono il necessario terminale per accogliere i turisti in piazza San Lorenzo nel cuore del nostro centro storico.
Queste infrastrutture, frutto lo ripetiamo di una precisa idea di città che vede nel turismo il volano per la rinascita di Viterbo, mai come in questo momento potrebbero essere alcuni dei pilastri da cui ripartire e vanno necessariamente aperte e/o completate, cosa che ad oggi non è incomprensibilmente ancora avvenuta.
Nessuna polemica dunque, solamente la consapevolezza che è necessario non perdere ulteriore tempo ma anzi ripartire da ciò che di buono è stato fatto che, oggi come non mai, potrebbe costituire l’asse portante della “ricostruzione” dopo lo tsunami coronavirus.
Alvaro Ricci
Francesco Serra
Giacomo Barelli
Consiglieri comunali
