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“Siamo preoccupati per il turismo ma ripartiremo”

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Luca Profili

Luca Profili

Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio

Bagnoregio – Civita di Bagnoregio deserta a Pasqua e Pasquetta non si era mai vista.

Nel 2019, tra il 21 e il 22 aprile, la città che muore ha registrato la cifra record di 18mila visitatori. Quest’anno, complice l’emergenza sanitaria, il borgo è rimasto serrato tra locali chiusi, nessuna coda chilometrica e un silenzio surreale.

Il Coronavirus a Bagnoregio ha toccato una sola persona, che il 13 aprile è stata dichiarata guarita dall’Asl di Viterbo. Per il momento i positivi non ci sono ma i 3553 abitanti non sono ancora tranquilli, sia per il pericolo sanitario che per una situazione economica che ha travolto in maniera fortissima il settore turistico.

Luca Profili, che giorno è stato quello in cui ha saputo del contagio?
“Il più buio da quando faccio parte dell’amministrazione comunale. Per me era anche un discorso discorso di attaccamento nei confronti del dottor Bizzarri. Sono cresciuto con lui, la figlia è una mia coetanea ed è stato un momento emotivamente complesso. Ho molto apprezzato la decisione di rendere pubblico il suo nominativo, ha aiutato la comunità”.

Il 7 aprile invece è stato un giorno da ricordare.
“Sì. In quella data abbiamo annunciato la sua negativizzazione. Franco è una persona stimata da tutti e ha passato momenti critici all’ospedale di Belcolle. Mano a mano che la situazione migliorava la speranza aumentava. Siamo molto felici del suo ritorno a casa”.

Il turismo a Bagnoregio coinvolge molte persone. Come stanno vivendo questo periodo?
“In città, direttamente o indirettamente, tantissimi lavorano nel settore. Basti pensare alle case vacanze, ai bar, ai ristoranti ma anche ai fornitori. C’è chi fa il pane, chi fa la pasta fresca, chi porta le bevande ai ristoranti. La preoccupazione c’è ma stiamo già pensando a come ripartire”.

Qualche novità per Civita di Bagnoregio?
“Stiamo pensando al ‘Civita bond’ per vendere i ticket di ingresso a un prezzo minore. Si potranno acquistare in anticipo per poi essere utilizzati a emergenza finita. Speriamo che senza poter andare all’estero i turisti italiani scelgano il nostro borgo”.

Come sono andati i controlli nel weekend di Pasqua?
“Come molti altri colleghi sindaci ero preoccupato per le possibili scampagnate. Grazie alle forze dell’ordine e alla buona condotta dei miei concittadini non abbiamo registrato infrazioni”.

La buona condotta, assieme a un po’ di fortuna, contribuisce a evitare i contagi.
“Assolutamente. Prima del blocco sono stato assediato. Le persone erano preoccupate per la presenza dei turisti e dei possibili contagi. Grazie a Dio non si sono verificati e l’unico caso interno proveniva da Viterbo. Il comportamento dei bagnoresi, tranne alcuni casi isolati, è perfetto sia nell’accesso ai negozi che nel rispetto delle norme. Siamo stati tra i primi a vietare le attività motorie, è stata una scelta complessa ma i risultati si sono visti”.

Una parentesi sul calcio provinciale che la vede impegnato con la squadra della sua città. Ripartirà?
“Io penso di no. I protocolli richiesti dalla Figc sono applicabili solamente alla serie A. Anche la B e la C faranno fatica. I dilettanti non possono effettuare i test sierologici. Chi lo fa semplicemente per passione, inoltre, lavora e per concludere la stagione si dovrebbero giocare una serie di turni infrasettimanali con squadre decimate. Io sono il primo a voler ricominciare ma in questo momento il calcio è l’ultima delle preoccupazioni”.

Samuele Sansonetti


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