Viterbo – Secondo stop causa Coronavirus del processo per l’omicidio del commerciante viterbese Norveo Fedeli, barbaramente ucciso dall’assassino reo confesso Michel Aaron Pang nella sua boutique di via San Luca il 3 maggio di un anno fa.
Bloccata negli Stati Uniti dalla pandemia la madre dell’imputato, mentre sono state depositate nei giorni scorsi le due perizie disposte dal tribunale su richiesta della difesa. Secondo l’avvocato di parte civile dei familiari della vittima, Fausto Barili: “Le perizie confermano l’impianto accusatorio”. “Sono contraddittorie”, per il difensore Remigio Sicilia.
Le due perizie, lo scorso mese di gennaio, sono state affidate dalla corte d’assise presieduta da Silvia Mattei, giudice a latere Giacomo Autizi, al medico legale Giancarlo Carbone (sulle lesioni che secondo i difensori Pang avrebbe riportato nella colluttazione con Fedeli, che lo avrebbe aggredito alle spalle e ferito alle mani con un coltellino multiuso mentre l’imputato cercava di difendersi) e al perito informatico Roberto Cirianni per verificare se siano rimaste sui telefonini di Pang e Fedeli tracce delle loro conversazioni tradotte tramite cellulare, per appurare se sia possibile risalire a cosa si sono detti prima dell’omicidio. La pm Dolce ha chiesto a sua volta di verificare la compatibilità delle lesioni fotografate il giorno della cattura con tutti gli oggetti in sequestro compreso un altro coltellino multiuso e lo sgabello arma del delitto.
“Impensabile costringere un’intera corte d’assise, tra cui otto giurati popolari, compresi i due supplenti, nonché i tanti testimoni previsti, a presenziare all’udienza in piena emergenza Covid, per cui ne abbiamo espressamente chiesto il differimento anche se sarebbe stato diritto dell’imputato chiedere di procedere lo stesso alla celebrazione”, spiega l’avvocato Sicilia, che assieme al collega Giampiero Crescenzi assiste il 23enne americano recluso a Mammagialla da un anno con la duplice accusa di omicidio volontario e rapina aggravata.
E’ la seconda udienza che salta a causa della pandemia, dopo quella prevista lo scorso 31 marzo. Nonostante si dovrebbe essere ormai nella fase due dell’emergenza, rischia inoltre di slittare anche quella già fissata per il 26 maggio, per le difficoltà tecniche a celebrare il processo da remoto data la grande quantità di persone che dovrebbero essere simultaneamente collegate in videoconferenza.
Intanto è tempo di “stay at home” e tamponi anche a Overland Park, la città dello stato americano del Kansas dove vivono i genitori di Pang, il giovane grafico pubblicitario d’origine sudcoreana venuto in cerca di fortuna in Italia, dove avrebbe voluto aprire un negozio di kebab a Vetralla, cui il padre, secondo le indagini coordinate dalla pm Eliana Dolce, avrebbe deciso di tagliare i fondi pochi giorni prima del delitto.
La madre di Pang sarebbe pronta a venire a testimoniare per il figlio al processo in corso a Viterbo – come chiesto dalla difesa – ma per ora, date le prescrizioni internazionali tra cui il blocco dei voli da e per l’Europa, è impossibile prevedere quando le sarà consentito di partire alla volta del nostro paese.
Oggi avrebbero dovuto essere sentiti tutti i consulenti, a partire dalla dottoressa Mariarosaria Aromatario che ha eseguito l’autopsia per la procura, nonché i tecnici che hanno effettuato l’analisi della scena del crimine tramite Bpa e per l’appunto i periti che hanno effettuato gli accertamenti medico-legali sulle presunte ferite riportate dall’imputato durante la colluttazione e informatici sulle traduzioni simultanee dei dialoghi tra vittima e omicida tramite lo smartphone chiesti dalla difesa.
Silvana Cortignani



