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“Riaperture un passo alla volta, siamo ancora in fase di epidemia”

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Coronavirus - La conferenza stampa della protezione civile del 27 aprile

Coronavirus – La conferenza stampa della protezione civile del 27 aprile

Roma – “Il trend dei morti e dei casi d’infezione si conferma in decremento, ma il virus è ancora in piena circolazione nel Paese”. Lo dice Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss, secondo cui, prima di allentare ulteriormente le maglie, bisognerà “monitorizzare tutti i casi e gli indicatori con attenzione” durante i primi giorni di parziale riapertura del Paese dopo il lockdown per la pandemia di Coronavirus.

I casi totali a oggi sono 199414 (1739 in più rispetto a ieri), i guariti 66624 (+ 1696). Gli attualmente positivi scendono di 290 unità, arrivando a 105813: di questi in terapia intensiva 1956 (- 53 da ieri), ricoverati con sintomi 20353 (- 1019), in isolamento domiciliare 83504. Il numero dei morti, con i 333 di oggi, sale a 26977. A presentare i dati, come sempre, è il capo della protezione civile Angelo Borrelli.

“Il meccanismo ‘try and learn’ che stiamo adottando significa studiare una misura, applicarla nel mondo reale e valutare l’effetto che produce – spiega Brusaferro -. La prospettiva è di raggiungere passo dopo passo il maggior numero di riaperture possibili, ma non dimentichiamo che, anche se i numeri si sono ridotti, siamo ancora in fase epidemica. Bisogna adottare una misura cercando di garantire la sicurezza e la protezione dei cittadini: se funziona, allora procediamo con un allargamento più deciso”.

Brusaferro annuncia che la fase 2 si svilupperà su una “rete di monitoraggio locale del contagio, che consentirà di fare interventi specifici su determinati territori, come le zone rosse. Bisogna avere la capacità di intervenire i nuovi focolai locali e intervenire prontamente in maniera puntuale, cosa che sta già succedendo in molti casi. Quando questo meccanismo sarà ben consolidato e il sistema sarà in grado di sostenere l’eventuale aumento dei casi, potremo concederci un ulteriore aumento dei gradi di libertà”. In ogni caso “finché non avremo immunità di gregge, che si raggiunge col vaccino, sarà difficile poter tornare ad avere contatti stretti” come prima della pandemia.

Nuove precisazioni anche sulle mascherine. “Vanno usate in tutte le occasioni in cui non riusciamo a mantenere il distanziamento sociale di sicurezza – spiega Brusaferro -. In luoghi chiusi dove è difficile mantenere il distanziamento sociale, come ad esempio il supermercato o i mezzi di trasporto, o anche gli ambienti aperti affollati, come la fermata dell’autobus. La mascherina non deve dare false sicurezze: è un elemento aggiuntivo, ma il lavaggio delle mani, l’igiene personale e il distanziamento sociale rimangono le misure più importanti da utilizzare”.


I dati della diffusione del coronavirus in Italia, aggiornati al 27 aprile

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