Roma – Coronavirus, si resta a casa fino al 3 maggio, uscendo solo per comprovate esigenze di lavoro o necessità o ragioni di salute.
Il decreto del 10 aprile, annunciato ieri sera dal premier Giuseppe Conte non cambia la situazione per gli italiani. Vietato spostarsi da dove ci si trova e i parchi restano chiusi, così come le scuole e le attività produttive non necessarie.
Per le attività commerciali, qualche piccola apertura rispetto a quelle già in essere.
Documenti: Il decreto del 10 aprile
“A partire dal 14 aprile – ha detto Conte – sarà consentita l’apertura delle cartolerie, delle librerie e dei negozi di vestiti per bambini e neonati e vengono inserite tra le attività produttive consentite la silvicoltura e l’industria del legno”. Le saracinesche si possono rialzare per chi vende abbigliamento per i più piccoli, per tutti gli altri resta la serrata.
Oltre alle attività quali il taglio dei boschi, c’è anche la ripresa per le aziende produttrici di computer, carta all’ingrosso e cancelleria.
Pe le attività che ancora devono rimanere chiuse, sarà consentito poter entrare in azienda anche per spedire merci presenti in magazzino o riceverle, ma va comunicato al prefetto. È possibile l’accesso anche per manutenzione, vigilanza o gestione dei pagamenti.
Nel decreto le misure da seguire per le attività commerciali, dai guanti usa e getta necessari per fare la spesa alla mascherina. Nei negozi fino a 40 metri quadrati si può entrare una persona alla volta e possono esserci al massimo due operatori. Restano chiusi bar e ristoranti.
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