Ronciglione – Giallo di Ronciglione: “Landolfi mi ha fatto delle rivelazioni importanti in carcere”.
Spunta un supertestimone contro Andrea Landolfi, il trentenne romano detenuto da sette mesi a Regina Coeli con l’accusa di avere ucciso gettandola dalle scale di casa della nonna la fidanzata Maria Sestina Arcuri, a Ronciglione, la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019.
Del supertestimone, sulla cui identità vige il massimo riserbo, al momento si sa solo che ha ufficialmente chiesto di farsi interrogare dal pubblico ministero Franco Pacifici.
E che sarebbe pronto a fare delle “rivelazioni importanti” – clamorose se fosse davvero così – relative a delle presunte ammissioni di responsabilità del pugile e operatore sociosanitario a processo per omicidio.
Landolfi, durante un colloquio che potrebbe essere stato ripreso dalla videosorveglianza del carcere romano di Regina Coeli, dove è detenuto dallo scorso 25 settembre, avrebbe fornito per la prima volta una ricostruzione dei fatti diversa rispetto alla versione secondo cui la coppia sarebbe rotolata insieme dalle scale mentre stavano scherzando.
L’imputato, che non ha mai confessato, durante l’udienza dello scorso 5 marzo ha rilasciato spontanee dichiarazioni in aula proclamandosi innocente davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo. Pochi giorni fa, intanto, il trentenne ha revocato il mandato al difensore Giacomo Marini e avrebbe nominato al suo posto un collegio di due avvocati. Non è dato sapere il motivo dell’avvicendamento. “Io non avrei mai abbandonato il mio assistito”, si è limitato a commentare il suo ex legale.
“Chiedo colloquio con la S.V. ill.ma, dott. Franco Pacifici per rivelazioni importanti inerenti al procedimento in corso nei confronti di Landolfi Cudia Andrea, accusato di omicidio della fu Maria Sestina Arcuri, a me noti, rivelatemi dallo stesso Landolfi nell’istituto penitenziario”, si legge nella richiesta di interrogatorio inviata ieri, tramite carabinieri, al pubblico ministero della procura della repubblica di Viterbo.
Interrogato nell’immediatezza, Landolfi aveva detto che lui e Sestina erano rotolati insieme dalle scale mentre stavano scherzando.
A incastrarlo la versione fornita dal figlio minore dell’imputato, un bambino che all’epoca aveva 5 anni, il quale, sentito dal pm davanti a una psicologa nella forma dell’audizione protetta, ha mimato con un pupazzo il lancio di Sestina dalla balaustra da parte del padre.
Silvana Cortignani


